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Regno Unito al voto

Sfida tra May-Corbyn fra Brexit e terrorismo. Seggi aperti dalle 7 alle 22 ora locale, cioè dalle 8 alle 23 ora italiana

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08/giugno/2017 - h. 11.46

Regno Unito al voto per le elezioni generali anticipate: hanno aperto i 40mila seggi dove 46,9 milioni di britannici sono chiamati a votare per le elezioni generali anticipate. Gli elettori potranno esprimere la propria preferenza sino alle 23 italiane. 
I cittadini britannici sono chiamati oggi a scegliere i 650 che siederanno alla Camera dei Comuni, cioè la Camera bassa del Parlamento: il partito che otterrà più seggi formerà il governo e orienterà l'agenda politica. I principali contendenti sono l'attuale premier Theresa May, che guida i conservatori, e il leader dei laburisti Jeremy Corbyn. L'esito definirà quale sarà l'approccio di Londra alla Brexit, ma sul voto si è allungata l'ombra dei due attacchi terroristici che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane: quello del 22 maggio alla Manchester Arena e quello di sabato sera nel centro di Londra.
Mentre l'inizio della campagna elettorale era stato caratterizzato dal focus su Brexit (i negoziati con l'Ue dovrebbero cominciare subito dopo le elezioni) e questioni nazionali (come il servizio sanitario e il costo della previdenza per gli anziani), la parte finale è stata segnata dal dibattito sulla sicurezza a seguito degli attacchi. E Corbyn è arrivato a chiedere le dimissioni di May dopo l'attentato di Londra, perché nel periodo in cui lei era ministra dell'Interno dal 2010 al 2016 ha presieduto al taglio di 20mila unità nella polizia in Inghilterra e Galles.
Alla chiusura delle urne è atteso un exit poll, mentre i primi risultati parziali dovrebbero arrivare intorno a mezzanotte ora italiana e l'esito complessivo dovrebbe chiarirsi fra le 4 e le 7 di venerdì mattina. A indire il voto anticipato, lo scorso 18 aprile, è stata proprio May, mirando a incassare per il suo partito conservatore un risultato favorevole che potesse rafforzare la sua posizione di negoziatrice agli occhi di Bruxelles in vista della Brexit. Tuttavia la situazione è cambiata: mentre allora lo stacco con i laburisti nei sondaggi si aggirava fra 19 e 20 punti, il che avrebbe garantito a May una sicura maggioranza in aula, negli ultimi giorni si è assistito alla rimonta del Labour: lo scarto si è notevolmente assottigliato, e a seconda dei sondaggi oscilla fra l'1% e il 7%.
Per avere la maggioranza, in teoria un partito dovrebbe ottenere 326 dei 650 seggi della Camera dei Comuni, ma in pratica ne dovrebbero bastare circa 323 dal momento che il partito nazionalista irlandese Sinn Fein boicotterà Westminster non insediandosi nei seggi che vince in Irlanda del Nord. Nel Parlamento uscente, che è stato sciolto il 2 maggio, May aveva 330 seggi. Tendenzialmente le ultime rilevazioni sono concordi nel dire che i Tories otterranno la maggioranza. Ma un sondaggio YouGov diffuso alla vigilia del voto sostiene che i conservatori, pur in vantaggio al 42% sui laburisti al 38%, non otterrebbero la maggioranza, vincendo solo 302 dei 650 seggi; secondo la stessa rilevazione, il Labour ne otterrebbe 269. Se i Tories non dovessero ottenere la maggioranza, May e Corbyn dovrebbero adoperarsi a ricercare partner per sostenere un nuovo governo.
Nell'ultimo giorno di campagna elettorale, May ha provato a riportare il dibattito sui binari della Brexit: "Voglio che la Brexit sia un successo" e "credo che le questioni, al termine della campagna, siano le stesse dell'inizio", ha detto provando a lasciare da parte la sicurezza. La premier ha fatto tappa in un mercato della carne a Londra, dove insieme al marito è stata accolta al grido di 'Vota Labour'; un'accoglienza un po' più calorosa l'ha ricevuta invece a Southampton. Quanto a Corbyn, nell'ultima giornata prima del voto ha scelto Glasgow in Scozia e Colwyn Bay in Galles, tornando sul suo messaggio di giustizia sociale e tutela dei servizi pubblici: "Questa generazione si è vista pregiudicata dall'austerità emersa dalla crisi bancaria del 2008. Il nostro manifesto offre qualcosa di molto diverso per il futuro".
Regno Unito al voto per le elezioni generali anticipate: hanno aperto i 40mila seggi dove 46,9 milioni di britannici sono chiamati a votare per le elezioni generali anticipate. Gli elettori potranno esprimere la propria preferenza sino alle 23 italiane. 

I cittadini britannici sono chiamati oggi a scegliere i 650 che siederanno alla Camera dei Comuni, cioè la Camera bassa del Parlamento: il partito che otterrà più seggi formerà il governo e orienterà l'agenda politica. I principali contendenti sono l'attuale premier Theresa May, che guida i conservatori, e il leader dei laburisti Jeremy Corbyn. L'esito definirà quale sarà l'approccio di Londra alla Brexit, ma sul voto si è allungata l'ombra dei due attacchi terroristici che hanno colpito il Paese nelle ultime settimane: quello del 22 maggio alla Manchester Arena e quello di sabato sera nel centro di Londra.

Mentre l'inizio della campagna elettorale era stato caratterizzato dal focus su Brexit (i negoziati con l'Ue dovrebbero cominciare subito dopo le elezioni) e questioni nazionali (come il servizio sanitario e il costo della previdenza per gli anziani), la parte finale è stata segnata dal dibattito sulla sicurezza a seguito degli attacchi. E Corbyn è arrivato a chiedere le dimissioni di May dopo l'attentato di Londra, perché nel periodo in cui lei era ministra dell'Interno dal 2010 al 2016 ha presieduto al taglio di 20mila unità nella polizia in Inghilterra e Galles.

Alla chiusura delle urne è atteso un exit poll, mentre i primi risultati parziali dovrebbero arrivare intorno a mezzanotte ora italiana e l'esito complessivo dovrebbe chiarirsi fra le 4 e le 7 di venerdì mattina. A indire il voto anticipato, lo scorso 18 aprile, è stata proprio May, mirando a incassare per il suo partito conservatore un risultato favorevole che potesse rafforzare la sua posizione di negoziatrice agli occhi di Bruxelles in vista della Brexit. Tuttavia la situazione è cambiata: mentre allora lo stacco con i laburisti nei sondaggi si aggirava fra 19 e 20 punti, il che avrebbe garantito a May una sicura maggioranza in aula, negli ultimi giorni si è assistito alla rimonta del Labour: lo scarto si è notevolmente assottigliato, e a seconda dei sondaggi oscilla fra l'1% e il 7%.

Per avere la maggioranza, in teoria un partito dovrebbe ottenere 326 dei 650 seggi della Camera dei Comuni, ma in pratica ne dovrebbero bastare circa 323 dal momento che il partito nazionalista irlandese Sinn Fein boicotterà Westminster non insediandosi nei seggi che vince in Irlanda del Nord. Nel Parlamento uscente, che è stato sciolto il 2 maggio, May aveva 330 seggi. Tendenzialmente le ultime rilevazioni sono concordi nel dire che i Tories otterranno la maggioranza. Ma un sondaggio YouGov diffuso alla vigilia del voto sostiene che i conservatori, pur in vantaggio al 42% sui laburisti al 38%, non otterrebbero la maggioranza, vincendo solo 302 dei 650 seggi; secondo la stessa rilevazione, il Labour ne otterrebbe 269. Se i Tories non dovessero ottenere la maggioranza, May e Corbyn dovrebbero adoperarsi a ricercare partner per sostenere un nuovo governo.

Nell'ultimo giorno di campagna elettorale, May ha provato a riportare il dibattito sui binari della Brexit: "Voglio che la Brexit sia un successo" e "credo che le questioni, al termine della campagna, siano le stesse dell'inizio", ha detto provando a lasciare da parte la sicurezza. La premier ha fatto tappa in un mercato della carne a Londra, dove insieme al marito è stata accolta al grido di 'Vota Labour'; un'accoglienza un po' più calorosa l'ha ricevuta invece a Southampton. Quanto a Corbyn, nell'ultima giornata prima del voto ha scelto Glasgow in Scozia e Colwyn Bay in Galles, tornando sul suo messaggio di giustizia sociale e tutela dei servizi pubblici: "Questa generazione si è vista pregiudicata dall'austerità emersa dalla crisi bancaria del 2008. Il nostro manifesto offre qualcosa di molto diverso per il futuro".