Tavullia

Valentino Rossi vince... al Tar

Respinto il ricorso presentato dai vicini di casa del 'Dottore' che chiedevano la chiusura del 'Motor ranch' da allenamento costruito dal pilota

Valentino Rossi ranch Tavullia
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03/gennaio/2018 - h. 19.57

Valentino Rossi vince... al Tar. Il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche ha infatti rigettato il ricorso presentato da alcuni proprietari di abitazioni situate nei dintorni del 'Motor Ranch', la struttura sportiva costruita dal 'Dottore' nella sua Tavullia ed utilizzata per allenarsi e per la “Academy 46”, la scuola piloti da lui voluta. L'impianto sportivo, hanno riconosciuto i giudici amministrativi, potrà continuare l’attività motoristica. Secondo il Tar, infatti, le motivazioni del ricorso sono in parte «irricevibili» e, in parte, «infondate». La prima questione che era stata sottoposta dai “vicini” di Valentino riguardava la concessione con la quale il comune di Tavullia aveva autorizzato la realizzazione del centro sportivo. Tale concessione, infatti, aveva necessitato di una modifica al piano regolatore e alla destinazione d’uso dei terreni, secondo i ricorrenti "illegittima". Oggi il Tar ha dichiarato che a suo tempo la procedura di concessione alla realizzazione della struttura era stata corretta e regolarmente sottoposta al vaglio tecnico e al voto da parte delle istituzioni deputate, con tanto di valutazione di impatto ambientale ritenuta idonea.  Il Tar, inoltre, si è espresso anche sul rumore emesso dal circuito durante gare e allenamenti. Secondo i vicini, infatti, gli orari di utilizzo della pista, nonché il livello di rumore e di polveri, non coincidevano con quelli ammessi dalla legge. Ma anche in questo caso il parere del Tar è andato in direzione opposta. Secondo i giudici lo studio di impatto acustico presentato dalla proprietà era infatti completo, come dimostrerebbe l'approvazione da parte di Arpa e "anche durante le verifiche eseguite dalla stessa Arpa ad attività in corso - precisa il Tribunale - non sono mai stati riscontrati sforamenti del valore limite di emissioni acustiche”.  Persa questa battaglia legale, ora i ricorrenti potranno comunque presentare appello al Consiglio di Stato.