Ravenna

I tesori degli archivi di famiglia in mostra alla Classense

Dal 13 gennaio il percorso espositivo “Sguardi in camera: la figura femminile nei film di famiglia. Ravenna 1952 – 1986”

mostra classense
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08/gennaio/2018 - h. 11.08

Come vivevano le ragazze a Ravenna negli anni Cinquanta? Come trascorrevano il loro tempo libero? Quali erano le principali occupazioni? Dove lavoravano? Come si divertivano? Si recavano nelle spiagge di Marina di Ravenna con i famigliari oppure con il gruppo di amici? Poi con l’arrivo degli anni Sessanta, del boom economico, come sono cambiate le loro abitudini? A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere il percorso espositivo di “Sguardi in camera: la figura femminile nei film di famiglia. Ravenna 1952 – 1986”, raccontando una storia altra della città e dei suoi abitanti. Si tratta di una mostra di fotografie che sarà inaugurata sabato 13 gennaio alle 17, tappa conclusiva del progetto “Sguardi in camera: Ravenna nei film di famiglia e amatoriali”, a cura di Silvia Savorelli e Giuseppe Pazzaglia. La mostra, a ingresso gratuito, è allestita alla Manica Lunga della biblioteca Classense, via Baccarini 3/A, fino a domenica 4 febbraio. Sarà aperta con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, la domenica dalle 15 alle 17.30. La mostra si compone di oltre sessanta immagini inedite, provenienti dai fondi filmici privati di 69 cineamatori ravennati, fotografie ricavate con un minuzioso lavoro di visione, analisi e scansione dei singoli fotogrammi, immagini che pongono al centro la figura femminile così come è stata rappresentata in quasi trent’anni di cinema amatoriale. Alle immagini in movimento è dedicato uno spazio centrale, con la ricostruzione del “salotto del cineamatore” in cui sarà possibile visionare una selezione di film famigliari girati a Ravenna, opportunamente restaurati e digitalizzati. A completare il percorso dedicato al film di famiglia e amatoriale, saranno esposte attrezzature analogiche dell’epoca: cineprese, moviole, proiettori, presse per il montaggio. Nel corso del mese di apertura sono previsti una serie di appuntamenti: visite guidate gratuite condotte dai curatori rivolte alle scuole del territorio, solo su prenotazione (nelle mattine di sabato 20, 27 gennaio e 3 febbraio). Domenica 4 febbraio, a chiusura della mostra, sarà organizzato un evento-festa del cineamatore, con la consegna dei film restaurati e digitalizzati. Il progetto, finanziato dal Comune di Ravenna – assessorato alle Politiche e cultura di genere, ha avuto inizio nel maggio 2017 e, attraverso un bando pubblico di raccolta, “Sguardi in camera” ha invitato i cittadini ravennati a donare i propri film di famiglia e a consegnarli nei punti di raccolta istituiti presso l’Istituzione Classense e la Fondazione Casa di Oriani. Le pellicole raccolte sono state restaurate, digitalizzate e catalogate in collaborazione con Home Movies – Archivio nazionale del film di famiglia di Bologna, in modo da poter essere messe a disposizione come un patrimonio utile per ricomporre la storia e l’identità della comunità ravennate. Sino ad ora sono state raccolte 847 bobine (8mm, super8 e 16mm) con 150 ore circa di materiale in pellicola, 69 famiglie hanno portato i loro film di famiglia nei due centri di raccolta che hanno collaborato al progetto, sono stati organizzati 65 incontri e interviste con i donatori nei 2 mesi di campagna di raccolta. I coordinatori del progetto, con Home Movies Archivio Nazionale del Film di famiglia, sono stati impegnati per quasi dieci mesi e si sono trovati di fronte ad un patrimonio di immagini, memorie e ricordi di enorme valore culturale. Centocinquanta ore di pellicole che raccontano la storia di una comunità, partendo dalle storie personali e da un punto di vista inedito, come quello dei film di famiglia e amatoriali. Ma che cosa si vedrà nella mostra? Giovani ragazze che guardano fiduciose e orgogliose la cinepresa, passeggiano per le vie di una città molto diversa, sorridono e si mostrano, Marina di Ravenna nel 1956 con i capanni e le tradizionali vele anziché gli ombrelloni, il Natale del Vigile urbano in piazza del Popolo nel 1957 dove spontaneamente i ravennati si recavano per consegnare i loro regali sotto le colonne di S. Vitale e S. Apollinare, le passeggiate domenicali in pineta di fidanzati e famiglie ma anche in Darsena, che allora chiamavano e’ Cangiân, il Candiano. Ci sono poi scoperte interessanti, dove la cosiddetta grande Storia irrompe nella vita delle persone e in questo il film di famiglia sa documentare con uno sguardo inedito e intimo.