Ravenna

Agli arresti domiciliari due funzionari Hera, l'azienda: "Già sospesi"

Denaro e regali dalle ditte cui appaltavano i lavori e sulle quali dovevano vigilare. La multiutility: "Società costituita come parte offesa già nel 2016"

Agli arresti domiciliari due funzionari Hera, l'azienda: "Già sospesi"
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12/gennaio/2018 - h. 15.58

RAVENNA Si chiama "operazione Barabba" l'indagine che ha portato agli arresti domiciliari due funzionari di Hera. L'accusa è quella di concussione: secondo la finanza, i due "si procuravano somme di denaro beni ed altre utilità dagli imprenditori incaricati dell'esecuzione di opere destinate a fornire servizi pubblici alla collettività". Gli arresti sono scattati questa mattina dopo le indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza di Faenza e coordinate dalla procura di Ravenna. Secondo la finanza il sistema con il quale i due si arricchivano illecitamente andava avanti dal 2004.

I dipendenti finiti nei guai sono un assistente di cantiere e un ingegnere. A scoperchiare il caso un'impresa - almeno cinque al momento quelle coinvolte - che ha denunciato alla finanza il presunto modus operandi dei due. In sintesi le società venivano minacciate di ritardi nei pagamenti nel caso non avessero pagato. Non solo mazzette e beni ma anche prestazioni: in un'intercettazione gli investigatori avrebbero ascoltato la richiesta fatta da uno dei due arrestati di svolgere lavori in casa della figlia. Le imprese coinvolte operano tra Ravenna e Bologna mentre la procura non esclude che possano in futuro essere iscritti altre persone nel registro degli indagati. Quattro le perquisizioni disposte dalla procura della procura che ha indagato per due anni. Il procuratore capo Alessandro Mancini nella conferenza stampa di oggi ha parlato di "particolare intensità del dolo". Erano "tantissimi e numerosi" i lavori edili che venivano richieste. L'indagine ha preso il via nel 2016 ed è stata "molto complessa e lunga", come conferma il comandante della Guardia di Finanza di Ravenna, Andrea Fiducia. "E' emersa una vera e propria usalità ad usare la loro funzione per scopi di personale arricchimento".

La nota dell'azienda "Nel ribadire che è stata prestata la massima collaborazione con la magistratura anche nel caso in esame, il Gruppo Hera si dichiara completamente estraneo ai fatti", ha scritto il gruppo in una nota. "Si segnala che l'azienda, già ai tempi in cui è venuta a conoscenza dei fatti - prosegue Hera - si è costituita nel marzo 2016 attraverso i propri legali, nell'ambito del procedimento, quale persona offesa. La società ha predisposto in data odierna la sospensione cautelativa dal lavoro dei due dipendenti".