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Boom dei birrifici artigianali: il "made in Italy" piace sempre di più

Calano le importazioni da Inghilterra e Germania, cresce l'offerta interna. I microporoduttori artigianali passati dai 113 del 2008 ai 718 del 2017

Boom dei birrifici artigianali: il "made in Italy" piace sempre di più
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18/febbraio/2018 - h. 16.44

RIMINI - Crollano del 79% i consumi di birre inglesi in Italia nel 2017 che fa segnare anche un calo del 31% delle importazioni anche dalla Germania che insieme rappresentano ben 1/3 della birra straniera consumata in Italia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero in occasione di “Beer Attraction” di Rimini, appuntamento dedicato a tutte le specialità del settore. E’ il segnale – sottolinea la Coldiretti - di un’avanzata dei boccali Made in Italy grazie anche a una rete di micro birrifici artigianali passati dai 113 del 2008 ai 718 del 2017 con un progresso – sottolinea la Coldiretti – di oltre il 535% nel decennio e una produzione stimata attualmente in 50 milioni di litri. 

 Fra birre artigianali e industriali la filiera vale complessivamente circa 6 miliardi di euro. Secondo l’Istat, la birra piace a quasi 1 italiano su 2 con un consumo pro capite medio di 31,5 litri all’anno. Negli ultimi anni – spiega la Coldiretti - la produzione artigianale Made in Italy si è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso. Oltre a contribuire all’economia, la birra artigianale rappresenta anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che – afferma la Coldiretti – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i “brewpub” o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica. 
Stanno nascendo anche nuove figure professionali – conclude Coldiretti - come il “sommelier delle birra” che conosce i fondamentali storici dei vari stili di birre ed è capace di interpretarne, tramite opportune tecniche di osservazione e degustazione, i caratteri principali di stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato e individuarne gli eventuali difetti, oltre a suggerire gli abbinamenti ideali delle diverse tipologie di birra con primi piatti, carne o pesce e anche con i dolci.
Rimini Beer Attraction è l'appuntamento organizzato da Italian Exhibition Group con il meglio dell'intera filiera delle specialità birrarie e delle birre artigianali, fino a martedì alla fiera romagnola. Al taglio del nastro inaugurale sono intervenuti l'assessore al Turismo e al Commercio della Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, l'assessore alla Scuola, Lavoro e ai Rapporti col Territorio del Comune di Rimini, Mattia Morolli, e il presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni. "Beer Attraction - ha detto Cagnoni - in pochi anni è divenuta l'appuntamento di riferimento di un settore solido e in crescita, nel quale la domanda di birra artigianale è arrivata al 3,5% del totale e ha in previsione di superare il 6% nel 2020. In aumento anche i birrifici artigianali, saliti dai 113 del 2008 ai 718 del luglio 2017. Una manifestazione altamente professionale dal sapore fortemente internazionale con circa 100 buyers, provenienti da 18 Paesi diversi".