Santarcangelo

Per 7 anni reclusa in casa dal marito che le vietava qualsiasi contatto con l'esterno

L'uomo, 51enne marocchino, denunciato per maltrattamenti in famiglia, dovrà restare ad un chilometro di distanza dalla donna e dai figli

violenza donne
| Altro
N. Commenti 0

29/marzo/2018 - h. 12.30

SANTARCANGELO - Scatta il divieto di avvicinamento alla propria abitazione e ai luoghi frequentati dalla moglie per un 51enne di origini marocchine accusato di maltrattamenti in famiglia. L'uomo, da anni stabilmente residente in Italia, è stato raggiunto questa mattina dal provvedimento emesso dal Gip e applicato dai carabinieri della locale stazione. La misura cautelare è scattata poiché il 51enne, da anni, avrebbe messo in atto una serie di violenze fisiche e morali nei confronti della moglie 35enne, anch'essa marocchina. L’attività investigativa dei militari era scattata nell’ottobre scorso dopo che gli stessi carabinieri avevano ricevuto una mail in lingua araba dal padre della donna, residente in Marocco. L'uomo, nella mail, riferiva delle continue vessazioni subite dalla figlia, minacciata, sottomessa e tenuta reclusa in casa dal marito. Immediatamente i Carabinieri si attivavano e, con le dovute cautele, contattavano la donna accertando le responsabilità dell’uomo in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia. In particolare, la donna riferiva che dal 2010 ad oggi, il marito le avrebbe vietato di intrattenere contatti di qualsiasi tipo con estranei, obbligandola a rimanere sempre chiusa in casa, impedendole di apprendere la lingua italiana e senza permetterle di svolgere alcuna attività lavorativa. La donna riferiva altresì di non avere mai avuto denaro a disposizione per soddisfare le proprie esigenze e quelle dei due figli minori: era il marito, infatti, che faceva la spesa acquistando solo i prodotti strettamente necessari e quelli di suo gradimento. L’uomo, inoltre, al fine di controllare costantemente la donna e verificare eventuali contatti della stessa con l’esterno, aveva installato 4 telecamere lungo in perimetro dell’abitazione e le aveva portato via i documenti di riconoscimento e di soggiorno al fine di impedirle di lasciare l’Italia. Da qui il provvedimento del Gip che prevede che l’uomo non possa più avvicinarsi alla residenza e ai luoghi frequentati dalla moglie, con obbligo di rimanere a debita distanza, comunque non inferiore a 1 km, con divieto altresì di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima ed i suoi familiari. Questo è l’ennesimo episodio di violenza domestica, oggettivamente una situazione gravissima subita da una donna madre, che i Carabinieri sono riusciti ad affrontare grazie anche alla volontà della vittima e dei suoi familiari di rivolgersi alle forze dell’ordine e di denunciare. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno drammatico, in questo caso accentuato dalla cultura marocchina, che si può contrastare solo con un lavoro quotidiano condiviso e diversificato in cui assume un ruolo fondamentale la fiducia delle vittime verso le istituzioni e quanti operano per la loro tutela, in primis magistratura e forze dell’ordine. L’Arma dei Carabinieri impiegherà ogni risorsa per affrontare con professionalità e competenza il fenomeno della violenza sulle donne.