Imola

Quarant'anni fa Goldrake arrivava in tv e i genitori imolesi protestavano in piazza

Ieri l'anniversario dello sbarco sul piccolo schermo italiano del cartoon giapponese. Da Imola partì una vera e propria crociata contro il 'robottone'

Goldrake
| Altro
N. Commenti 0

05/aprile/2018 - h. 12.35

IMOLA - E' stato la gioia di tanti bambini italiani che oggi hanno una cinquantina di anni. Ma non tutti l'hanno amato. Stiamo parlando di Goldrake, il mitico robot protagonista del cartoon che rivoluzionò il mondo dei cartoni animati italiani. Ieri il robottone nato in Giappone ha festeggiato i 40 anni del debutto sul piccolo schermo nazionale, avvenuto il 4 aprile del 1978 su Rai2, all'epoca Rete 2. Erano le 18.45 e andò in onda la prima puntata dell'opera di Go Nagai che inizialmente per via di un errore con la traduzione, si chiamava Atlas Ufo Robot. Il supereroe gigante, primo robot ad apparire sulla televisione italiana, ben presto è entrato nel cuore di grandi e piccini, anche per merito della sua sigla-tormentone. Non tutti, però, accolsero con favore questa rivoluzione made in Japan che spazzò via dal piccolo schermo cowboy e indiani. Contro i contenuti ritenuti troppo violenti e poco educativi del cartone giapponese scoppiarono vibranti polemiche. E proprio la Romagna, per la precisione Imola, pochi giorni dopo la prima puntata, fu teatro di una delle iniziative anti-Goldrake più eclatanti. Da Imola, infatti, partì la petizione firmata da 600 famiglie, non a caso battezzata 'la crociata di Imola', raccolta firme contro il cartone che finì sulle prime pagine dei giornali nazionali e che portò i genitori-promotori imolesi anche negli studi televisivi di 'Digliene Quattro', storica trasmissione televisiva Rai condotta da Enzo Tortora. A difendere Goldrake, divenuto tema da Commissione di vigilanza Rai, ci pensò lo scrittore Gianni Rodari che definì il protagonista del cartoon "un Ercole moderno metà uomo metà macchina in grado di combattere i cattivi per salvare la Terra". Rodari firmò un articolo intitolato "In difesa di Goldrake" in cui spiegava come i bambini non siano soggetti passivi dell'influenza delle immagini televisive perché sono in grado di rielaborare il materiale fantastico utilizzandolo nel gioco e distinguendolo dalla vita reale. "Date fiducia ai vostri figli!" concludeva Rodari mostrandosi anche in questo caso precursore dei tempi e illuminato conoscitore dell'animo dei ragazzi.