Rimini

Rapporto Caritas, calano i bisognosi ma aumenta l'incidenza degli italiani

Nel 2017 sono state 5.238 le persone che si sono rivolte ai vari centri. Dati in flessione negli ultimi tre anni

Rapporto Caritas, calano i bisognosi ma aumenta l'incidenza degli italiani
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09/aprile/2018 - h. 20.25

RIMINI Cresce il numero degli italiani che si rivolgono alla Caritas di Rimini. Questo quanto emerge dal rapporto 2017 dell'Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas Diocesana di Rimini. Lo scorso anno sono state 5.238 le persone che si sono rivolte ai vari centri. Dato in calo rispetto al dato del 2014, quando erano 7.455. Gli italiani sono stati 1.876, il 36 per cento. Nel 2002 la percentuale era del 19 per cento. In maggior parte si tratta di uomini di circa quarant'anni, in prevalenza celibi e soli. 
Il 63% delle persone che si sono rivolte alle Caritas nel 2017, si erano già presentate in passato agli sportelli dei CdA. Mediamente ogni persona si è rivolta alla Caritas otto volte. uAmentano i casi di coloro che sono in povertà pur avendo una casa: sono 3.578, pari al 68% delle persone incontrate. "Non riescono - si legge nel rapporto - a sopperire alle spese di affitto, mutuo, utenze, sono a rischio sfratto e spesso si adeguano a situazioni temporanee come residence o sub-affitti o ospitalità di amici". Il 27 per cento di chi si rivolge alla Caritas è divorziato. 
Nel 2017 la Caritas diocesana ha incontrato 1.747 persone, la Mensa dell’Opera Sant’Antonio 1.664, mentre la Capanna di Betlemme 659. A partire dal 2012 tutte e tre le strutture hanno riscontrato una maggior presenza di italiani, passati da una media del 20% a una di quasi il 30%. Prevalentemente uomini con età superiore ai 45 anni. Il calo delle persone incontrate fa riferimento alla diminuzione degli immigrati, in particolare a partire dal 2014. Tra gli stranieri, è molto forte la presenza di romeni (12,5 per cento ma il dato è in calo) mentre aumenta l'incidenza dei nordafricani e in particolare dei marocchini che alla Capanna arrivano al 15 per cento. Tunisini attorno al cinque per cento, in maggior parte si tratta di persone in prevalenza maschile. Stessa tendenza per i senegalesi. La percentuale degli albanesi si aggira attorno al 3%, con un leggero aumento negli ultimi anni.