Damasco

Siria: Trump attacca insieme a Londra e Parigi

Pioggia di missili sui siti di produzione di armi chimiche del regime di Assad. Putin condanna le azioni degli Usa e dei loro alleati: "Non resteranno senza conseguenze"

Siria: Trump attacca insieme a Londra e Parigi

Donald Trump

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14/aprile/2018 - h. 16.16

DAMASCO - Attacco contro i siti chimici del regime siriano ordinato nella notte dal presidente Usa Trump in coordinamento con Londra e Parigi. Sarebbero oltre cento i missili lanciati da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna contro tre obiettivi del regime. Trump ha dunque sciolto le riserve a una settimana dall'attacco chimico alla città siriana di Duma. Il Presidente americano ha annunciato l'azione in un drammatico discorso alla nazione in diretta tv, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad, definito "un mostro" che massacra il proprio popolo. I missili sono partiti da alcuni bombardieri e da almeno una delle navi militari americane nel Mar Rosso. In azione anche fregate e caccia francesi e britannici. Da parte sua, la premier britannica Theresa May ha chiarito che lo scopo dell'azione "non è un cambio di regime", ma dissuadere Assad dal fare uso di armi chimiche e ammonire che non ci può essere "impunità" al riguardo. Anche il presidente francese Macron ha spiegato che "la linea rossa fissata dalla Francia nel maggio 2017 è stata oltrepassata". La prima reazione di Damasco è stata rivolta a sminuire i risultati dell'operazione: se i raid sono finiti qui, hanno affermato fonti del governo di Assad, i danni sono limitati. Anche Mosca ha di fatto ridimensionato le conseguenze degli attacchi, sostenendo che i missili in arrivo sono stati in gran parte intercettati e distrutti dai sistemi di difesa siriani, tutti "fabbricati in Unione Sovietica oltre 30 anni fa". Mosca però non ha esitato a condannare le azioni degli Usa e dei loro alleati che "non resteranno senza conseguenze". Vladimir Putin ha parlato di "atto di aggressione" e ha annunciato che la Russia chiederà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Anche Teheran, l'altro grande alleato di Assad, ha fatto sapere che "gli Stati Uniti e i loro alleati sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all'attacco", con la guida suprema Khamenei che ha definito Trump, Macron e May "criminali". E mentre il segretario generale dell'Onu Guterres invita alla "moderazione e alla responsabilità", il segretario generale della Nato Stoltenberg ha dato il suo sostegno all'operazione. Un appoggio all'attacco è arrivato anche da Germani, Giappone, Canada e Israele. artissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria". Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi ha detto che "Non è il momento dell'escalation, è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile".