Ravenna

Bambino a scuola con un coltello, incontro tra genitori e dirigenti

Si prenderanno provvedimenti disciplinari. La presenza massiccia dei genitori ha fatto sì che il confronto effettuato fosse reale e utile all’integrazione all’interno della classe

Bambino a scuola con un coltello, incontro tra genitori e dirigenti
| Altro
N. Commenti 0

16/aprile/2018 - h. 15.38

FUSIGNANO - Si è svolto venerdì 13 aprile l’incontro straordinario con i genitori indetto dall’istituto comprensivo di un comune del Lughese per discutere del recente fatto di cronaca che ha coinvolto alcuni alunni dell’istituto, riportato negli ultimi giorni dalla stampa. Un bambino di dieci anni ha portato a scuola un coltello da cucina dopo aver litigato con una compagna. 
All’incontro erano presenti la dirigente dell’istituto, la vicaria, le maestre della classe coinvolta, l’assessore all’Istruzione del Comune coinvolto, l’assistente sociale Laura Turrini e l’ispettore scolastico di Ravenna Raffaele Iosa. Dopo il racconto del fatto accaduto da parte della maestra presente in classe durante l’episodio, i genitori si sono confrontati e hanno recepito l’operato della scuola. Ha concluso l’incontro il professor Iosa, che ha proposto un lavoro di integrazione e confronto all’interno della classe. La proposta è stata accettata sia dai genitori che dall’istituto comprensivo. 
Raffaele Iosa ha spiegato che, in base alla sua esperienza, un evento anche grave come quello accaduto nella classe in questione, se ben gestito può trasformarsi in un’occasione per migliorare la scuola. “L’istituto comprensivo dopo l’accaduto si è mosso informando le istituzioni preposte - ha spiegato poi la dirigente scolastica -. Ora valuteremo i provvedimenti disciplinari da mettere in atto nei confronti dell’alunno in questione”. “La presenza massiccia dei genitori ha fatto sì che il confronto effettuato fosse reale e utile all’integrazione all’interno della classe – ha dichiarato l'assessore-. Il comportamento della maestra, che come sempre mette in primo piano la sicurezza degli alunni, ha consentito che il fatto, certamente grave ma anche enfatizzato, non fosse causa di ulteriore disagi per i bambini. Ora sarà la scuola a decidere il provvedimento disciplinare per il bambino in modo che si renda conto del grave gesto compiuto”.