Bologna

Strage del 2 agosto 1980: una nuova perizia sugli esplosivi

Disposta dalla corte di Assise nell'ambito del processo a Gilberto Cavallini

Strage del 2 agosto 1980: una nuova perizia sugli esplosivi
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18/aprile/2018 - h. 12.49

BOLOGNA  Sarà fatta una nuova perizia sugli esplosivi che il 2 agosto del 1980 provocarono la strage di Bologna, in stazione. Quel giorno ci furono 85 morti e 200 feriti. A disprre la nuova perizia è la Corte di assise nel processo a Gilberto Cavallini che, a 38 anni di distanza, è accusato di concorso nell'attentato. Secondo quanto riferisce l'Ansa, l'accertamento sarà conferito il 9 maggio al perito Danilo Coppe, avrà il compito di stabilire che tipo di esplosivi furono quelli utilizzati, attraverso la rilettura degli atti e eventualmente metodiche sperimentali. 

Secondo quanto ha spiegato in aula il presidente Michele Leoni, nella sentenza della Corte di Appello di Bologna del 1994 furono sollevati pesanti dubbi in ordine alle percentuali di composizione dell'esplosivo, il che potrebbe avere un riflesso per risalire alla provenienza. Si dovrà poi appurare se è più plausibile l'ipotesi di un temporizzatore chimico oppure di un timer elettrico nella bomba: nel secondo caso l'attentatore avrebbe avuto più tempo per allontanarsi, sapendo con esattezza quando sarebbe esplosa. Cavallini, ex esponente dei Nar, è a processo perché, secondo le ipotesi della procura, fornì supporto logistico a quelli che sono considerati gli esecutori materiali della strage.