Montiano

Presunti maltrattamenti nella casa famiglia, parla l'amministrazione: "Nessun minore è ospitato"

Il Comune fa notare che dai controlli non erano emerse irregolarità. Oggi, in attesa dell'esito del processo, il servizio è sospeso

Presunti maltrattamenti nella casa famiglia, parla l'amministrazione: "Nessun minore è ospitato"
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18/aprile/2018 - h. 18.42

CESENA - L’amministrazione di Montiano, a qualche giorno dalla puntata de Le Iene sui presunti maltrattamenti in una casa famiglia ai danni dei bambini (per il quale c’è un processo in corso) elenca i provvedimenti presi sino ad ora. La struttura è regolamento autorizzata dal 2010 ed è arrivata ad avere una capienza massima di 6 minori affidati dal Tribunale al Servizio Sociale. La gestione prevede una retta onnicomprensiva pari ad 80 euro al giorno pro-capite. 

 Alla vigilanza programmata, i servizi dell’Unione Valle del Savio “partecipano su mandato della Procura minorile della Repubblica di concerto con la Polizia municipale (in funzioni di Polizia Giudiziaria) e la Pediatria di Comunità dell’AUSL Romagna”. La nota del Comune aggiunge: “Si sono svolti 31 incontri diretti tra il personale dei servizi sociali e i gestori della Comunità Familiare e i 4 minori interessati. In tutto, oltre 50 incontri, a cui devono aggiungersi quelli condotti dal servizio sociale con le istituzioni scolastiche in cui i ragazzi erano inseriti. E confermiamo che mai, in nessuno di essi, sono emersi elementi di preoccupazione o pregiudizio nei confronti del benessere di minori accolti nella Comunità”. Un quadro di fronte al quale “si attende che la magistratura faccia il suo corso”.

 

Dopo le indagini, tuttavia, e il rinvio a giudizio del 29 dicembre 2016 “ i Servizi dell’Unione Valle del Savio, pur non avendo ancora in mano l’esito del procedimento penale (tutt’ora in corso), hanno immediatamente preso provvedimenti, adottato le seguenti misure: è stata sospesa la collaborazione con la Casa Famiglia , in attesa dell’esito del procedimento penale; sono stati ridefiniti i progetti individuali dei minori che i Servizi Sociali dell’Unione Valle Savio avevano collocato in Comunità e in affido familiare, trasferendoli in altri contesti adeguati di accoglienza; sono stati informati del rinvio a giudizio i servizi sociali dei Comuni di riferimento per gli altri minori inseriti in Comunità e in affido, proponendo la definizione di collocazioni alternative”.

 La struttura oggi non riceve minori e, “e seppur formalmente risulti ancora aperta, in attesa della conclusione del procedimento penale, di fatto non sta operando con bambini. Va specificato, comunque, che anche dopo aver sospeso la collaborazione diretta con la Comunità, i Servizi dell’Unione Valle del Savio hanno continuato a partecipare alle attività di vigilanza programmata, sopra indicate. A questo proposito, è doveroso sottolineare che la partecipazione dei Servizi Sociali alle attività di vigilanza programmata su mandato della Procura minorile della Repubblica, di concerto con la Polizia municipale e la Pediatria di Comunità dell’AUSL Romagna, ha portato ad eseguire – dal 2014 ad oggi - sei ispezioni sul campo condotte direttamente in Comunità”.