Rimini

Unioni civili e testamento biologico: strumenti più discussi che utilizzati

Sono poche decine le persone che vi hanno effettivamente fatto ricorso da quando sono stati introdotti. Migliaia invece i riminesi che hanno dato il consenso alla donazione di organi

Unioni civili e testamento biologico: strumenti più discussi che utilizzati
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26/aprile/2018 - h. 10.59

RIMINI - I numeri non sono da capogiro. In  poco meno di due anni si sono registrate nel Comune di Rimini 60 unioni civili, di cui otto nei primi mesi del 2018. Secondo l'amministrazione "a conti fatti le unioni civili sono le uniche tipologie di convivenza in incremento, viste le contestuali diminuzioni di matrimoni civili e religiosi". Al di là dell'incremento percentuale - che ha poco senso visto il lasso di tempo piuttosto breve di cui si parla - si può forse dire che il dibattito sulle unioni civili sia stato sproporzionato rispetto al suo effettivo utilizzo. Anche perché delle 60 unioni civili registrate a Rimini, circa il 60 per cento riguarda matrimoni contratti all'estero e registrati poi in Italia con questo unuovo strumento. In pratica, da metà 2016 ad oggi le unioni registrate all'ufficio Anagrafe non sono più di 25. 

Il Comuna dà anche i numeri di quanti hanno fatto dichiarazione anticipata di trattamento, il cosiddetto "testmaneto biologico". Uno strumento tramite cui, in previsione di una futura eventuale incapacità di autodeterminarsi esprimendo la propria preferenza, la persona interessata può rendere note le proprie volontà circa i trattamenti sanitari (indicando a quali terapie si vuole rinunciare e a quali condizioni)e nominare un fiduciario che lo rappresenti nelle relazioni con il medico. Nei soli primi mesi del 2018 sono 16 le dichiarazioni ricevute dagli uffici del Comune di Rimini. Anche in questo caso, insomma, non sono esattamente piovute le domande. 

A continuare ad avere successo è invece il consenso alla donazione di organi. Va ricordato che il silenzio-assenso della legge 91/99 non ha mai trovato attuazione, mentre in Italia vige il principio del consenso o del dissenso esplicito normato dall'articolo 23 della stessa legge e poi da un decreto dell'anno dopo. In sotanza per tutti i cittadini maggiorenni italiani è possibile manon obbligatori ) dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti dopo la morte, con una dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità. Nel corso degli anni il servizio è stato completamente informatizzato. Dal 2013 ad oggi a Rimini sono stati complessivamente 4.893 i consensi registrati da cittadini riminesi, il 59% sul totale degli assensi registrati in provincia di Rimini, che arriva in totale a 8265 consensi.

“Il tema dei diritti civili - è il commento dell'Amministrazione comunale di Rimini – è da qualche anno al centro di una corposa opera di rinnovamento e ammodernamento legislativo, sociale e culturale. Sono novità importanti quelle che il Comune di Rimini ha voluto immediatamente recepire nell'ambito dei diritti delle coppie, tramite l'istituzione del registro delle unioni civili, del diritto all'autodeterminazione in caso di malattia grave, e in quegli ambiti diversi ma intrecciati che richiamano il fine vita, come le donazioni di organi e il testamento biologico. Temi ovviamente di carattere nazionale, ma su cui Rimini ha sempre fatto sentire la propria voce, sollecitando e pungolando a livello culturale e amministrativo l'adozione di nuove leggi. Un diritto in più non significa un diritto in meno in un'altra direzione, ma è un arricchimento straordinario per la comunità locale e la coesione sociale”.