Riccione

Il giornalismo d'inchiesta torna a Riccione: dall'1 al 3 giugno c'è il Dig Festival

Tra le candidature inviate da tutto il mondo, la giuria presieduta dal reporter statunitense Jeremy Scahill ha selezionato 25 finalisti per il premio finale

Il giornalismo d'inchiesta torna a Riccione: dall'1 al 3 giugno c'è il Dig Festival
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12/maggio/2018 - h. 12.40

RICCIONE Entrano nel vivo i DIG Awards, premi internazionali dedicati al giornalismo d’inchiesta video che saranno assegnati a Riccione durante il prossimo DIG Festival, in programma dall’1 al 3 giugno. Tra le candidature inviate da tutto il mondo, la giuria presieduta dal reporter statunitense Jeremy Scahill ha selezionato 25 finalisti, suddivisi in sette sezioni di concorso tra inchieste, reportage e progetti in fase di sviluppo.  Tra i prescelti: Al Jazeera, France 2, l’emittente turca TRT, Fanpage.it, The Guardian, la Tv brasiliana Futura, una coproduzione ucraino-rumena, una coproduzione franco-canadese, ARTE, solo per citarne alcuni.

Oltre a inchieste e reportage dal format tradizionale, i DIG Awards premiano anche video brevi e documentari di taglio cinematografico. Per le opere brevi la sfida è tutta italiana e comprende due nomination per Rai 2 e una per La7. Particolarmente attesa è la sezione DIG Pitch, una sfida tra sei progetti d’inchiesta per un premio di produzione di 15.000 euro e la possibilità di realizzarne il montaggio presso la sede di Sky Italia a Milano che mette a disposizione il know how della produzione Sky TG24 e dell’area Production Broadcast e creative di Sky. Nel corso del DIG Festival verranno presentate tutte le opere finaliste.

Nell’ambito della rassegna, DIG Academy proporrà poi incontri, seminari, case study, inchieste e progetti internazionali con reporter qualificati. Autorevoli protagonisti dell’innovazione dei linguaggi giornalistici e degli strumenti d’investigazione digitaletratteranno temi che accompagnano ormai quotidianamente l’esercizio della professione: fake news, come gli hacker stanno influenzando il giornalismo, il peso di questa attività sulle elezioni politiche, ultimo eclatante esempio quelle americane. Ancora: qual è stato il ruolo di WikiLeaks nel definire l’agenda dei media internazionali. Philip Di Salvo, dell’European Journalism Observatory (EJO), si interrogherà sulla sicurezza informatica, sulla reale portata del fenomeno delle fughe di dati sensibili soffermandosi sulle relazioni tra hackeraggi, media e politica e sulla sfida che spetta ai reporter.