Giro d'Italia 2018

Giro d’Italia: la Romagna abbraccia i suoi campioni

Nel pomeriggio l’arrivo a Imola. Opportunità per Belletti. Tifo in festa anche per Montaguti e Senni

Giro d’Italia: la Romagna abbraccia i suoi campioni

La tappa del Giro d'Italia

| Altro
N. Commenti 0

16/maggio/2018 - h. 14.38

IMOLA - E venne il giorno della tappa romagnola al Giro d’Italia: oggi, giovedì 17 maggio, è in programma la Osimo-Imola di 214 chilometri, una frazione quasi completamente pianeggiante che gli esperti contrassegnano con due stellette. Traduzione: a meno di sorprese, sarà volata. Spazio dunque alle ruote veloci che si sfideranno nel suggestivo arrivo in autodromo, previsto fra le 17 e le 17,30.

La Romagna è pronta ad abbracciare i propri campioni: il forlivese Matteo Montaguti (Ag2R-La Mondiale, numero 17), il santangiolese Manuel Belletti (Androni-Sidermec, numero 23) e il cesenaticense Manuel Senni (Bardiani-Csf, numero 56). I tifosi potranno ammirare i propri beniamini a partire dall’attraversamento di Cattolica, Riccione e Rimini lungo l’Adriatica. Successivamente la carovana seguirà la via Emilia toccando Santarcangelo, Savignano, Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza, Castel Bolognese. I venti chilometri finali si disputeranno sul circuito dei Tre Monti, quello che 50 anni fa laureò Vittorio Adorni campione del mondo (la tappa omaggia proprio il ciclista emiliano): i corridori entreranno una prima volta all’“Enzo  e Dino Ferrari” per uscire dalla Variante alta e affrontare la salita che porta al Gpm dei Tre Monti (4,3 km al 4,2% di pendenza media con punte massime del 10). Poi rapida picchiata e nuovo ingresso nel tempio dei motori dalla Rivazza, a 850 metri dalla linea d’arrivo, posta davanti ai box. 

Gli sprinter cercheranno di non lasciarsi sfuggire l’occasione e le loro squadre lavoreranno per tenere il gruppo compatto ma il finale mosso e la stanchezza accumulata (si tratta della dodicesima tappa: i muscoli, inevitabilmente, non saranno freschi come in Palestina) potrebbero riservare qualche sorpresa. Come un attacco sui Tre Monti o come una fuga da lontano ben congegnata per beffare i velocisti ed evitare quella che viene ritenuta la soluzione più scontata: la soluzione a gruppo compatto. 

Difficile ma non impossibile. Successe ad esempio tre anni fa nella frazione con arrivo a Forlì quando in cinque se ne andarono quasi subito e resistettero al ritorno del gruppo per circa 200 chilometri. Tra di loro anche i due romagnoli Alan Marangoni e Alessandro Malaguti. Fu proprio il cotignolese Marangoni a sfiorare la vittoria, con un attacco negli ultimi chilometri, salvo essere ripreso sul rettilineo finale e chiudere quarto mentre Malaguti finì terzo. Il successo fu di Nicola Boem mentre il giorno successivo ad aggiudicarsi la tappa sotto la pioggia battente e con arrivo all’autodromo di Imola - ma con un profilo altimetrico ben più impegnativo rispetto a questa edizione - fu il russo Ilnur Zakarin col nostro Montaguti a fare il diavolo a quattro. Lo stesso Montaguti domani potrebbe ripetersi con una sortita sui Tre Monti, altrimenti le speranze dei tifosi romagnoli per tornare a festeggiare una vittoria al Giro d’Italia che manca dal 2010 sono riposte nella volata di Belletti.