Forlì

Suicidio di Rosita, chiesti sei anni per il padre. Mostrato in aula il video shock registrato prima della morte

Per la moglie, due anni e sei mesi di carcere per la sola ipotesi di reato di maltrattamenti fino alla morte. Sono le richieste di condanna della pubblica accusa

Suicidio di Rosita, chiesti sei anni per il padre. Mostrato in aula il video shock registrato prima della morte
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16/maggio/2018 - h. 21.34

FORLì Per il padre, sei anni di carcere per le ipotesi di reato di istigazione al suicidio e maltrattamenti fino alla morte. Per la moglie, due anni e sei mesi di carcere per la sola ipotesi di reato di maltrattamenti fino alla morte. Sono queste le richieste di condanna della pubblica accusa nei confronti dei genitori della 16enne Rosita Raffoni, che la mattina del 17 giugno 2014 si suicidò, gettandosi nel vuoto dal tetto del liceo classico che frequentava a Forlì. 
  
E' stato anche mostrato in aula, a porte chiuse, un messaggio che Rosita Raffoni lasciò prima di morire. Un video di cui si parlò moto anche dopo la morte della sedicenne che nel 2014 si gettò dal liceo classico di Forlì. Si tratta di un video che, insieme alla lettera, è un testamento denuncia che i pm Sara Posa e Filippo Santangelo hanno fatto sentire alla corte. Dal messaggio emergerebbe disprezzo per i genitori e rimpianto per la vita interrotta. Il video fu girato con il telefonino fino a quando la batteria non si scaricò, poco prima del gesto estremo. Nella lettera la ragazza - riporta l'Ansa - ribadisce che i genitori non l'hanno mai capita, conosciuta, né accettata per quello che era e che la sua ultima volontà è quella di lasciare un segno. Ma dice anche che le dispiace lasciare la vita, che avrebbe voluto fare tante cose, andare all'estero, avere un ragazzo, rendere felice qualcuno. Da qui l'avvio del procedimento giudiziario che ha portato al processo in corso di fronte alla Corte d'assise del tribunale di Forlì presieduta dal giudice Giovanni Trerè.
La requisitoria del pm Sara Posa è durata circa tre ore, analizzando i rapporti tra i genitori e la figlia, parlando di "comportamento genitoriale disfunzionale". Si tratta di rapporti molti tesi, secondo la procura, in particolare con il padre. Ai genitori - ipotizza il pubblico ministero - era nota anche la volontà di suicidio ma ciò non avrebbe modificato il loro atteggiamento.