Faenza

Finti dipendenti delle Poste derubavano anziani, arrestati dai carabinieri

La coppia di nomadi aveva colpito in città in dicembre rubando ad una 83enne gioielli di famiglia e 15mila euro

carabinieri generica
| Altro
N. Commenti 0

20/maggio/2018 - h. 11.32

FAENZA - I carabinieri di Faenza hanno messo fine alle truffe che una coppia di nomadi, domiciliati nel bolognese, effettuavano prendendo di mira in particolare anziani. I due ladri e truffatori seriali sono stati smascherati dai militari al termine di un’indagine partita da un furto nell’abitazione di una 83enne residente nel borgo Urbecco, furto avvenuto nel dicembre scorso. I due, spacciandosi per incaricati dell’ufficio postale, erano riusciti a conquistare l’attenzione dell’anziana con la scusa di dover consegnare degli arretrati della pensione, poi l’avevano 'alleggerita' di 15mila euro sottraendo oggetti d’oro. Uno dei truffatori, a gennaio, era già stato fermato in città sempre dai militari dell’arma, che lo avevano arrestato, insieme ad altri due complici, per un altro tentativo di furto ai danni di un anziano. In manette, per la truffa all'83enne faentina, sono finiti la 21enne Alisea Prestano, molto nota alle forze dell’ordine e il complice Alain Suffer, 32anni. La ragazza, con modi particolarmente gentili, aveva spiegato all’anziana che avrebbe dovuto ricevere dall’ufficio postale una somma considerevole quali arretrati della pensione, per questo aveva chiesto di compilare alcuni moduli. La giovane, dimostrandosi molto premurosa, aveva poi segnalato la presenza di pericolosi truffatori che prendevano di mira gli anziani per derubarli. Per non incappare nei raggiri, la falsa impiegata aveva consigliato di approfittare di una promozione speciale delle poste che prevedeva una copertura assicurativa contro i furti, che dopo la sottoscrizione avrebbe poi dato diritto a ricevere in omaggio una cassaforte per custodire i soldi della pensione e gli oggetti preziosi che aveva in casa. L’anziana alla fine si era fatta convincere e seguendo le istruzioni della ragazza aveva recuperato da un nascondiglio un cofanetto con all’interno tutti i gioielli di famiglia, per consentire alla falsa impiegata delle poste, di fare un inventario e poi stimarne il valore. a quel punto, con tutti i gioielli in bella vista sul tavolo, l’abile truffatrice aveva accampato la scusa di dover recuperare dall’auto la cassetta di sicurezza. Prima di uscire, però, con la sua parlantina, la giovane aveva “imbambolato” la povera “nonnina” sottraendo il contenitore con i preziosi senza farsi notare. La ragazza era poi fuggita a bordo di una Mercedes classe A dove ad attenderla c’era il suo complice. Alla fuga dei due malviventi avevano assistito sia l’anziana vittima del furto, sia una vicina di casa, entrambe affacciate alla finestra, che per fortuna erano riuscite ad annotare alcuni numeri della targa di quell’auto. Dopo la denuncia sono partite le indagini. I carabinieri, dopo aver ricostruito la targa esatta della Mercedes, hanno appurato che l'auto era intestata alla moglie di un giostraio bolognese, in passato già finito nei guai per truffe agli anziani. Il passaggio successivo è stato l’acquisizione dei filmati dell’auto ripresa dalle telecamere della videosorveglianza comunale e soprattutto l’inserimento di un “Alert” nell’archivio dei “lettori targhe” del faentino, così da poter ricevere un allarme in centrale operativa qualora l’auto fosse stata ripresa nuovamente in città. Quella “mossa” investigativa dei Carabinieri è stata la chiave di svolta dell’indagine, infatti qualche settimana dopo, Alain Suffer insieme ad altre due donne erano tornati a Faenza con la stessa Mercedes utilizzata per il furto alla 83enne. I Carabinieri, però, ricevuto in tempo reale l’allarme per il passaggio di quell’auto dai lettori targhe, sono riusciti ad arrestare l’intera banda che, poco prima, aveva tentato di raggirare con la solita “tecnica” un anziano, senza riuscirci grazie al provvidenziale intervento del figlio che li aveva messi in fuga. Dopo la convalida dell’arresto, i tre hanno potuto beneficiare di misure alternative al carcere, ma nel frattempo i carabinieri, coordinati dal Pubblico Ministero Antonio Bartolozzi, hanno continuato a lavorare sul furto dei gioielli rubati alla nonnina qualche settimana prima, ricostruendo tutte le parentele e le frequentazioni dei personaggi arrestati per risalire ai due che effettivamente avevano derubato in dicembre la 83enne. Alla fine, mostrate le fotografie alla 'nonnina' del borgo, lei stessa ha riconosciuto sia la 21enne, Alisea Prestano, sia Alain Suffer. Per entrambi i Carabinieri hanno poi chiesto un provvedimento cautelare al Pubblico Ministero, che a sua volta ha prodotto l’esito dell’indagine al gip Janos Barlotti, del tribunale di Ravenna. Il giudice, esaminati gli atti, nei giorni scorsi ha dato ordine ai Carabinieri di Faenza di arrestare Alain Suffer, sottolineando nel provvedimento di carcerazione la “sua spiccata personalità criminale“. L’uomo è stato rintracciato e arrestato in un campo nomadi a Granarolo Emilia (BO). Per la 21enne Alisea Prestano, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Budrio (BO), dove la ragazza ha la residenza. Inoltre, è stato disposto il sequestro della Mercedes da loro utilizzata per commettere il reato. “Anche quest’ultima indagine – sottolinea il Capitano Marella, comandante della compagnia dei Carabinieri di Faenza – dimostra quanto i truffatori, pur inventando sempre fantasiosi stratagemmi, seguano il solito copione: introdursi in casa per rubare. Spesso si presentano come persone distinte, eleganti e particolarmente gentili e fingono di essere funzionari delle poste; altre volte raccontano di far parte di enti di beneficenza, dell’Inps o addetti delle compagnie di luce, acqua e gas, altre volte ancora si spacciano come ufficiali delle forze dell’ordine. Il consiglio dell’Arma, soprattutto per gli anziani - aggiunge il Capitano - è di non fidarsi delle apparenze, non sempre l’abito fa il monaco. L’unica difesa è di non aprire mai la porta agli sconosciuti nè tantomeno farli entrare in casa, soprattutto se si è da soli e comunque di contattare per ogni evenienza il 112“.