Forlì

Suicidio Rosita Raffoni, sentenza attesa per il 14 giugno

La difesa ha chiesto l'assoluzione per i genitori nell'udienza di ieri. L'avvocato: "Era una ragazza meravigliosa ma esagerava"

Suicidio Rosita Raffoni, sentenza attesa per il 14 giugno
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23/maggio/2018 - h. 10.02

Per la difesa non ci sono abbastanza prove del fatto che Rosita Raffoni, la sedicenne che il 17 giugno del 2014 si è uccisa buttandosi dal tetto del liceo classico di Forlì, abbia compiuto l'estremo gesto a causa dei maltrattamenti e della negligenza dei genitori. L'avvocato Marco Martines in una lunga requisitoria ha sostenuto la difesa dei suoi assistiti, per i quali la difesa ha chiesto un totale di otto anni e mezza di condanna: sei per il padre (che è accusato anche di istigazione al suicidio) e due e mezzo per la madre. Il processo è partito da un lungo video girato dalla ragazza prima di uccidersi. Un "j'accuse" ai genitori che ha fatto partire l'inchiesta.

Per Martines non è però abbastanza per una condanna: "Rosita era una ragazza meravigliosa" ha detto il legale che tuttavia era "esagerata". Secondo Martines non sono emerse prove dei maltrattamenti, né del fatto che i genitori avessero in qualche modo istigato al suicido la figlia, a parte una "battuta infelice" del padre. Ma "pensate davvero che un padre potrebbe volere il suicidio della figlia?". Nella sua lunga requisitoria Martines ha sostenuto che la sedicenne aveva "tutto dai suoi genitori" e che non era segregata in casa. Insomma: per l'avvocato i due sono da assolvere con formula piena. La sentenza arriverà il 14 giugno, dopo le repliche delle parti e una camera di consiglio che si annuncia molto lunga.