Ravenna

Il pubblico ministero ha chiesto l'ergastolo per Matteo Cagnoni

Per il pm delitto premeditato. Alla Corte è stata richiesta anche la pena accessoria dell'isolamento diurno nel primo anno di detenzione

Il pubblico ministero ha chiesto l'ergastolo per Matteo Cagnoni

Matteo Cagnoni

| Altro
N. Commenti 0

14/giugno/2018 - h. 12.43

RAVENNA Il pm Cristina D'Aniello ha chiesto l'ergastolo per Matteo Cagnoni, il dermatologo accusato di avere ucciso la moglie a bastonate nel settembre del 2016. La procura ha chiesto che sia riconosciuta l'aggravante della premeditazione e che il medito sia sottoposto ad isolamento diurno. La requisitoria del pm è durata diverse ore, occupando tutta la giornata di martedì e la mattinata di giovedì 14 giugno. Secondo l'accusa Cagnoni - che non era presente in aula - avrebbe ucciso la moglie Giulia Ballestri, 39enne, la mattina del 16 settembre utilizzando un bastone. La coppia si stava separando e da tempo Giulia frequentava un altro uomo. In pochi però a Ravenna, dove il 52enne dermatologo era molto noto, sapevano della crisi coniugale. Questo, insieme alla gelosia, sarebbe stato il movente che avrebbe portato Cagnoni ad uccidere.

D'Aniello ha messo in fila le prove emerse durante il processo: c'è un'impronta che per l'accusa è riconducibile a Cagnoni, così come alcune incongruenze sugli orari. Il dermatologo, fa notare l'accusa, annulla tutti gli appuntamenti del giorno dopo perché "è successa una tragedia" prima che venisse scoperto il cadavere della moglie. C'è poi la fuga: quando gli agenti si presentano nella casa dei genitori a Firenze, dove Cagnoni si era recato secondo l'accusa subito dopo aver ucciso la moglie e averla lasciata nello scantinato di via Padre Genocchi, il medico fugge dalla finestra. Lì - dice - perderà il telefono, mai più ritrovato. "Tutto il processo urla prove contro Cagnoni", ha detto il pubblico ministero, durante la requisitoria. Una richiesta - quella dell'ergastolo - in un certo senso attesa dal numeroso pubblico che durante le 27 udienze ha riempito l'Assise di Ravenna. Era assente invece l'imputato, per la prima volta dall'inizio del processo. La famiglia Ballestri, rappresentata in parte civile dall'avvocato Giovanni Scudellari, ha chiesto 4 milioni di risarcimento. Sentenza attesa per il 22 giugno.