Romagna

Nuovo regolamento Sale da gioco, l'associazione di categoria: "Trasferimenti irrealizzabili"

Astro chiede una proroga di sei mesi alle amministrazioni di Imola, Faenza, Forlì, Bellaria, Cesenatico e Cervia. "Non ci sono aree fuori dai luoghi sensibili indicati dalla normativa"

Nuovo regolamento Sale da gioco, l'associazione di categoria: "Trasferimenti irrealizzabili"
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18/giugno/2018 - h. 16.12

 Sospendere per sei mesi gli ordini di chiusura notificati alle sale da gioco non in regola con le distanze minime dai luoghi sensibili - tra cui scuole, chiese, ospedali - indicate dalla legge regionale: è quanto chiede Astro (Assotrattenimento) a sei comuni dell'Emilia-Romagna (Imola, Faenza, Forlì, Bellaria, Cesenatico e Cervia) che in questi giorni stanno comunicando agli esercenti interessati l'obbligo di chiusura, concedendo un breve termine per dismettere l’attività aziendale. Tutto nasce dalla legge regionale sui giochi del 2013 e dalla relativa delibera n. 831/2017 che impone alle sale da gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili di chiudere o trasferirsi.

Proprio sulla seconda ipotesi, quella della “delocalizzazione”, si sofferma Astro, che in una nota afferma come «detto trasferimento non sembrerebbe realizzabile in quanto, nel territorio regionale, non vi sarebbero aree “non sensibili” disponibili, anche alla luce delle norme dei piani regolatori locali che consentono l’esercizio delle attività di sale gioco solo in determinate zone».

Le sale interessate dal divieto «sarebbero, quindi, la quasi totalità di quelle presenti sul territorio regionale e ciò, di fatto, determinerebbe l’estinzione delle attività̀ aziendali insediate in Emilia-Romagna». Un simile scenario, continua Astro, si pone in aperto contrasto con l’accordo siglato da Governo ed enti locali (e sottoscritto quindi anche dall'Emilia-Romagna) in Conferenza Unificata lo scorso 7 settembre. Tale accordo prevede che «Regioni e gli Enti locali adotteranno, nei rispettivi piani urbanistici e nei regolamenti comunali, criteri che, tenendo anche conto della ubicazione degli investimenti esistenti, relativi agli attuali punti di vendita con attività̀ di gioco prevalente, consentano una equilibrata distribuzione nel territorio, allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l'offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata».