Forlì

Crisi Vis Mobility, vertice Prefettura-Sindacati

I condeferali allarmati dall'ennesimo cambio di proprietà: "In pancia commesse per 10 milioni, ma dipendenti senza stipendio ormai da 4 mesi"

Crisi Vis Mobility, vertice Prefettura-Sindacati

Una delle recenti proteste dei dipendenti dell'azienda di Santa Sofia

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22/giugno/2018 - h. 16.44

FORLI' - Questa mattina in Prefettura si è svolto un incontro richiesto dalle Organizzazioni Sindacali per fare il punto della situazione sulla crisi che interessa la Vis Mobility, azienda di Santa Sofia che occupa circa 40 dipendenti attiva nel settore della segnaletica stradale.  "L’incontro - spiega una nota firmata da Fim, Fiom e Uilm di Forlì - si è reso necessario dopo un ulteriore cambio nella proprietà aziendale. Già nei primi mesi dell’anno era stato annunciato in Prefettura un cambio di proprietà, ma le due società che erano entrate nell’assetto societario, riconducibili all’imprenditore Raffaele di Mario, avevano acquisito solo un pacchetto di minoranza, non determinando i cambiamenti necessari al rilancio dell’azienda di Santa Sofia, che, nonostante abbia in pancia commesse per oltre 10 milioni di euro, versa in condizioni finanziarie molto precarie ed è in ritardo con il pagamento delle retribuzioni di oltre 3 mesi". Durante l’incontro sarebbe emerso il passaggio della maggioranza delle quote di Vis Mobility alla IMMO.VIG. srl, società immobiliare di Pomezia il cui titolare, Gianni Viglietti, avrebbe investito nell’operazione circa 200mila euro. I sindacati, vista la novità, hanno richiesto di fare chiarezza sul piano di rilancio e investimento dato che, secondo loro verifiche, "la IMMO.VIG. srl è reduce da esercizi in perdita e da una situazione debitoria importante rispetto al fatturato espresso. Preoccupante - prosegue la nota dei confederali - anche la notizia circa lo spostamento dell’amministrazione e dell’ufficio tecnico a Pomezia, che determinerebbe lo spostamento della testa della società". Il nuovo amministratore unico della Vis Mobility, Francesco Cavallucci, avrebbe garantito sulla solidità dell’operazione, annunciando, a breve, la presentazione del nuovo piano industriale. La Prefettura si è resa disponibile alla costruzione di un tavolo con la presenza anche delle banche, volta a garantire un'apertura di credito attraverso l’anticipo di fatture, per pagare le retribuzioni arretrate. Restano tuttavia le incertezze sul futuro dell’azienda e dei suoi dipendenti, i quali - ribadiscono i sindacati - "non possono aspettare oltre in merito al pagamento dei loro stipendi. Detto questo - conclude la nota - ci aspettiamo dalle Istituzioni del territorio il massimo impegno per verificare la trasparenza e la solidità dell’operazione e dei soggetti che vengono ad investire sul nostro territorio".