Bologna

Migliaia di testi sequestrati in diverse copisterie in zona universitaria

Otto le persone che ora rischiano maximulte. Ben 43.327 le opere riprodotte e vendute a metà prezzo agli studenti

Migliaia di testi sequestrati in diverse copisterie in zona universitaria

Il sequestro della Guardia di Finanza

| Altro
N. Commenti 0

04/luglio/2018 - h. 10.04

La Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito dell’operazione denominata Hidden Files ha condotto nei giorni scorsi una serie di controlli volti a fronteggiare il fenomeno della pirateria libraria. I militari del II Gruppo di Bologna, a seguito hanno effettuato in “zona universitaria” una serie di accessi in diverse copisterie della città. In diversi di questi, i finanzieri hanno scoperto che venivano riprodotti testi universitari e rivenduti agli studenti alla metà (o anche meno) del prezzo di copertina e, pertanto, hanno proceduto al sequestro di ben 43.327 testi universitari (in formato cartaceo o digitale), 10 pendrive usb, 4 personal computer, 1 hard disk esterno, 1 stampante, 1 fotocopiatore e 1 telecomando utilizzato, durante le attività di controllo, da un titolare di una copisteria per la disattivazione di unità di memorie presenti nel proprio esercizio al fine di occultare un numero considerevole di testi accademici in formato elettronico in essi contenuti. 

Al sequestro è seguita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di otto persone che dovranno rispondere delle ipotesi di reato previste dalla legge di tutela del diritto d’autore, punibili con rilevanti sanzioni penali e amministrative, che possono portare anche alla chiusura temporanea degli esercizi. Nello specifico, la legge 633/1941 consente la riproduzione di opere dell'ingegno pubblicate per la stampa, esclusivamente "per uso personale" del cliente, previo pagamento di un compenso forfettario che ciascun punto di riproduzione deve corrispondere alla Siae. In ogni caso, "non si può mai fotocopiare l'intero volume, ma solo una piccola parte: il limite massimo è fissato al 15 per cento di ciascun volume”. Nulla di tutto questo avveniva all'interno delle copisterie bolognesi controllate, che, violando la legge, hanno causato un danno a chi lavora nella filiera della diffusione della cultura.