Ravenna

Crociere: per rendere il terminal operativo vanno scavati 250mila metri cubi di sabbia

Si parte con una soluzione temporanea e si pensa a risolvere il problema nel 2019. Intanto confermata la cancellazione di 9 toccate delle 47 in programma

Crociere: per rendere il terminal operativo vanno scavati 250mila metri cubi di sabbia
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04/luglio/2018 - h. 16.31

RAVENNA - Bisognerà dragare 250mila metri cubi di materiale per rendere il terminal crociere di Porto Corsini pienamente operativo. E' quanto emerso questa mattina nell'ambito della conferenza stampa tenuta dal presidente di Autorità Portuale di Ravenna, Daniele Rossi, per fare il punto sull'insabbiamento del terminal crocieristico. Rossi ha confermato le nove "toccate" in meno per l'anno in corso: si tratta degli arrivi che erano effettuati da due navi di grosse dimensioni, la Mein Schiff 2 e la Vision of The Seas. La Capitaneria di porto ha limitato il pescaggio del porto, a causa di un insabbiamento, a 7,3 metri per un molo e a 7,6 per l'altro.

Entrambe le navi hanno rifiutato la soluzione alternativa che era stata prospettata: approdare cioè al terminal T&C - ex scalo crocieristico ma oggi deputato al solo traffico industriale - preferendo saltare la tappa ravennate. Rossi è molto pessimista sulla possibilità di far cambiare idea alle due compagnie, in ogni caso Autorità portuale si muoverà già nei prossimi giorni. Sono stati infatti assegnati i lavori per uno spostamento di sabbia a ridosso della diga di Porto Corsini - per un totale di 25mila metri quadri e 150mila euro di costo - per rendere lo scalo operativo e con il pescaggio a 9,5 metri già ad agosto. Rossi spiega che si tratta di una soluzione definitiva, un intervento che «siamo pronti anche a rifare ma che non può essere ripetuto troppo poco» perché sarebbe anti economico. Uno spostamento di questo tipo, con soluzioni climatiche ideali, potrebbe durare tre mesi poi il problema si ripresenterebbe.

Si lavora quindi in vista del prossimo anno: nel 2019 il terminal potrebbe essere di nuovo operativo grazie alla partenza del progetto complessivo di escavo del canale Candiano. Si tratta di un progetto che è da tempo in discussione e, secondo Rossi, si è alle battute finali per quanto riguarda la burocrazia: manca giusto l'iscrizione della delibera Cipe alla Corte dei Conti. Ap potrà poi assegnare i lavori. L'ostacolo principale all'escavo per Ravenna è la mancanza di casse di colmata disponibili sin da subito: non si sa dove mettere la sabbia. Per questo parallelamente all'assegnazione del progetto si comincerà a lavorare per lo svuotamento delle casse di colmata, partendo dalla cosiddetta "Nadep" che può contenere sedimenti per un milione di metri cubi. Rossi spera di riuscire ad avere almeno parte di questa cassa disponibile già all'inizio del prossimo anno, in modo da riuscire a scavare i 250mila metri cubi necessari per non avere più problemi al terminal crociere che - assicura il presidente - "è un core business del nostro porto". Poi si scaverà il resto del canale.