L'inchiesta

Maxi frode fiscale da 300 milioni di euro: 21 coinvolti, l'indagine tocca anche la Romagna

Sistema associativo che creava società ad hoc per movimentare capitale. Sequestrati yacht, ville, locali notturni, 35 auto e appartamenti di lusso

Fotorepertorio
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05/luglio/2018 - h. 14.34

Una maxi frode fiscale e 21 ordinanze di custodia cautelare che interessa anche le province di Rimini e Forlì-Cesena. In ballo 300 milioni di euro. Questi i risultati di un'operazione partita dalla Guardia di Finanza di Rho, in Lombardia, e coordinata dalla procura della repubblica di Milano. In carcere cinque persone, tra cui due commercialisti, e altre 12 agli arresti domiciliari. Quattro liberi professionisti sono stati colpiti dalla misura restrittiva dell’obbligo di firma, nonché dall’interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività e dal divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese; sono oltre 50 gli indagati a piede libero.

Nelle giornata di ieri, oltre 200 finanzieri hanno dato esecuzione a 21 ordinanze di custodia cautelare personale ed eseguito numerose perquisizioni nelle province di Bari, Bergamo, Biella, Brescia, Caserta, Crotone, Fermo, Foggia, Forlì-Cesena, Lecce, Macerata, Milano, Modena, Novara, Rimini, Roma, Savona, Taranto, Teramo, Torino, Venezia e Vercelli.

L’operazione, eseguita con l’ausilio di indagini tecniche, ha permesso di smascherare l’esistenza di un sistema associativo e di ricostruire una frode ai danni dell’Erario del valore complessivo di quasi 300 milioni di euro, attuata mediante la costituzione di un consorzio di società operanti nel settore della macellazione e della lavorazione delle carni.

In particolare, è stata eccepita l’inconsistenza dell’intera struttura consortile utilizzata dai vertici del sodalizio come mezzo per la progressiva monopolizzazione del mercato nazionale di riferimento e per la movimentazione di ingenti masse di capitali illeciti. Si trattava in realtà di società (generalmente S.r.l o S.r.l.s) intestate a meri “prestanome” nelle quali venivano sistematicamente creati rilevanti crediti Iva fittizi, attraverso la presentazione di dichiarazioni annuali fraudolente (mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti) e/o infedeli.

In esecuzione della medesima ordinanza, emessa dal Gip  presso il Tribunale di Milano – Guido Salvini, è stato altresì eseguito un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca di oltre 90 immobili tra ville di lusso, appartamenti, ristoranti, locali notturni, 35 auto tra cui numerose auto di lusso, 2 yacht, più di 200 compendi societari, conti correnti, disponibilità liquide, gioielli e 7 cassette di sicurezza, per un valore complessivo di circa 60 milioni.