Forlì

Pensieri e parole: Peppe Servillo e cinque big del jazz per l’omaggio a Lucio Battisti

Lunedì 9 luglio, alle 21, il Ravenna Festival in trasferta al Teatro Diego Fabbri di Forlì porta sul palco i migliori jazzisti italiani per celebrare il genio del compianto cantautore

Pensieri e parole: Peppe Servillo e cinque big del jazz per l’omaggio a Lucio Battisti

Il quintetto in scena con il suo omaggio jazz a Battisti

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07/luglio/2018 - h. 10.16

FORLI' - L’hanno fatto con Modugno e l’hanno fatto con Celentano, l’anno scorso erano sempre a Forlì con tutte le donne di Faber; questa volta l’appassionato ripasso generazionale della musica italiana sceglie Lucio Battisti, le cui melodie indimenticabili hanno segnato tante stagioni degli italiani. Lunedì 9 luglio, alle 21 al Teatro Diego Fabbri di Forlì, l’omaggio Pensieri e parole si avvale tanto del brillante ed eclettico frontman Peppe Servillo quanto del contributo virtuoso di cinque fra i migliori jazzisti in attività: sax e arrangiamenti (sapienti e coraggiosi al tempo stesso) di Javier Girotto, Fabrizio Bosso alla tromba, Furio Di Castri al contrabbasso, Alessandro Gwis e Mattia Barbieri rispettivamente al pianoforte e alla batteria. Il risultato è un mosaico sonoro in venti canzoni, da Il mio canto libero a E penso a te, per un percorso al crocevia fra improvvisazione jazz e mondo della canzone, con certi ritmi avvolgenti dal sapore latino, ma soprattutto l’emozione della grande musica.  
Il legame fra le città di Ravenna e Forlì – reso possibile grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale e dal determinante sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Cariromagna - si rinnova anche per l’edizione 2018 di Ravenna Festival, a partire dall’appuntamento con il più intimo, lirico e personale dei cantautori italiani: ricorre proprio quest’anno il ventennale della scomparsa di Lucio, che era “popolare e sofisticato, italiano e solitario, costruttore e inventore di una canzone che resta intimamente patrimonio di tutti - sottolinea Servillo - cantare nuovamente le sue canzoni significa rileggere una nostra storia minore e quotidiana che tanto ci suggerisce e commuove”. Contro il rischio di museificare certi grandi autori e il desiderio invece di riproporli, non solo per nostalgia e passatismo ma sfidandone tutte le sfumature musicali e testuali, il supergruppo si mette al servizio di questo straordinario autore. E, nel farlo, abbatte i confini che generalmente separano il mondo della canzone da quello del jazz e dell’improvvisazione. Le parole? Molto Mogol dei tempi d’oro, ma anche un po’ di Panella e della svolta intellettuale più enigmatica di Lucio. 
Immergersi nell’universo poetico di Battisti è probabilmente l’impresa più difficile che il gruppo abbia affrontato finora, in considerazione dall’assoluta originalità delle sue canzoni, così diverse tra di loro per musica e testi. Ma ad accettare la sfida sono sei fuoriclasse della musica, uniti in un sodalizio artistico da più di dieci anni; gli arrangiamenti di Girotto, combinandosi al genio teatrale di Servillo, possiedono un’espressività carica di sentimento e passione, di quel “pathos” che secondo Servillo è parte della musica di Battisti. Il tutto arricchito da un tocco latino - d’altronde proprio Anima latina è stato uno dei dischi più sperimentali del cantautore. Peppe Servillo ha debuttato nella musica con gli Avion Travel nel 1980: con il gruppo, in trent’anni di lavoro, ha pubblicato numerosi album e vinto il premio della critica e della giuria al Festival di Sanremo; Servillo compare però anche come attore in svariati film, presentati al Festival di Venezia, e a teatro con il fratello Toni per Le voci di dentro di De Filippo - interpretazione per la quale vince il premio Ubu. Javier Girotto nasce in Argentina, a Cordoba, dove compie le prime esperienze con le realtà musicali locali; a Boston invece, al prestigioso Berklee College of Music, avviene l’incontro con il jazz. Segue la formazione con i maestri Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook; poi l’Italia e tanti progetti al sax sia come leader che come sideman. Alessandro Gwis è membro del gruppo Aires Tango sin dalla fondazione e ha composto ed eseguito musica per il cinema, la televisione e la danza, collaborando anche con diversi cantanti di musica leggera ed esibendosi in numerosi concerti all’estero. Fabrizio Bosso aveva 5 anni quando ha cominciato a suonare la tromba e da allora non si è più fermato: ha collaborato con artisti di spicco, suonato sul palcoscenico di Sanremo, inciso dischi per la Warner Music e partecipato a festival prestigiosi in Italia e all’estero, guadagnando per altro una grande popolarità in Giappone. Il contrabbassista Furio di Castri ha collaborato anche con Chet Baker, Enrico Rava, Richard Galliano, Paolo Fresu, suonando in tutto il mondo e registrando più di 200 dischi, di cui venti come leader; dirige il Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Torino ed è stato direttore del Torino Jazz Fringe Festival. Mattia Barbieri, alla batteria, ha studiato a Torino e a Boston, suonato con Richard Galliano nel progetto su Nino Rota e collabora con il “supergruppo” dal 2011. 
 Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org Biglietti (posto non numerato): platea 25 euro (ridotto 22), galleria 18 euro (ridotto 15). ‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.