Rimini

Lo spaccio tra le colline riminesi e la riviera in mano ai tunisini: i carabinieri individuano di gruppi di pusher

L'indagine ha portato sinora a sei arresti. Altrettanti i ricercati. C'era anche un corriere con Cesenatico, deceduto in un incidente stradale nell'agosto dello scorso anno

Lo spaccio tra le colline riminesi e la riviera in mano ai tunisini: i carabinieri individuano di gruppi di pusher
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09/agosto/2018 - h. 15.04

RIMINI - Dodici provvedimenti di misura cautelare: i mattinata i carabinieri di Rimini vi hanno dato esecuzione nell'ambito di un'inchiesta denominata "Panoramic 2" che  trae spunto dall’ulteriore sviluppo di una pregressa attività investigativa finalizzata alla repressione di una fiorente attività di spaccio di sostanza stupefacente del tipo eroina posta in essere, sulla zona collinare di Rimini, da due tunisini e da una donna bulgara, conclusasi con il sequestro di circa 600 grammi di eroina e l’emissione, il 5 dicembre 2016, da parte del Tribunale di Rimini di tre misure cautelari in carcere a carico dei predetti. 

In questa nuova fase dell'inchiesta finora sono finiti in manette cinque tunisini tra i 39 e 29anni, un 40enne napoletano. Altri sei soggetti, tutti tunisini, sono ricercati. Come detto, tutto è nato da quella prima indagine. Lo sviluppo degli elementi acquisiti ha portato ad individuare altri gruppi di spacciatori tunisini. Sono stati asscoltati dai carabinieri de dal pm Paola Bonettiben 31 acquirenti i quali, identificati grazie all’analisi dei traffici telefonici generati dalle utenze cellulari in uso ai nuovi pusher emersi nel corso dell’indagine, hanno fornito elementi utili a ricostruire la rete criminale e delineare i ruoli e le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti nell’attività di spaccio di sostanza stupefacente, prevalentemente del tipo eroina. 

Due sostanzialmente i gruppi, composti ciascuno da 5 persone, che operavano sulle colline riminesi, uno in località Gaiofana ed un altro lungo la via Coriano, ritenute zone dove era più facile eludere i controlli da parte delle forze di polizia. Le zone in questione sono state chiaramente individuate grazie all’analisi dei tabulati di cella degli acquirenti, il cui incrocio sistematico consentiva di acclararne la presenza sempre nei medesimi luoghi.

A latere di questi due gruppi operava un ulteriore spacciatore tunisino il quale, seppur domiciliando a Rimini, era solito porre in essere l’attività di spaccio di eroina prevalentemente nel comune di Cesenatico dove si recava con mezzi pubblici o avvalendosi della collaborazione di un tossicodipendente che, disponendo di autovettura, in cambio di piccoli quantitativi di eroina destinata al suo uso personale, lo accompagnava negli spostamenti necessari sia per le sue esigenze personali che per l’attività illecita. Lo stesso spacciatore tunisino è deceduto nell'agosto scorso a Cesena in quanto coinvolto in un sinistro stradale.

Le indagin hanno consentito di accertare che i componenti dei gruppi, pur agendo in autonomia sul territorio, erano in buoni rapporti e si aiutavano tra loro in caso di necessità, anche sostituendosi nell’attività di spaccio per non perdere la clientela “storica” che era solita recarsi sulle colline riminesi per acquistare stupefacente  A conferma dei rapporti di “amicizia” e collaborazione tra i vari spacciatori tunisini, sebbene facenti parte di due differenti sodalizi criminali, si sottolinea che sui profili Facebook degli stessi, nell’area “pubblica”, comparivano numerose fotografie che li ritraevano insieme in atteggiamenti conviviali ed amichevoli.  Nel corso dell’attività di indagine sono state accertate diverse centinaia di cessioni di stupefacente, con l’esecuzione di cinque arresti in flagranza di reato ed il sequestro di circa 100 grammi di eroina e 3 grammi di cocaina.