Forlì

Hera, "emissioni termovalorizzatore molto al di sotto dei limiti di legge. Pronti a confronto con ambientalisti"

Nei giorni scorsi il WWF aveva chiesto "immediata attuazione del porta a porta con lo spegnimento dell'inceneritore ormai saturo e inquinante"

Hera, "emissioni termovalorizzatore molto al di sotto dei limiti di legge. Pronti a confronto con ambientalisti"

Il termovalorizzatore Hera di Forlì

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14/agosto/2018 - h. 16.32

FORLI' - In riferimento alle dichiarazioni diffuse a mezzo stampa sull’attività di termovalorizzazione, il Gruppo Hera intende precisare che "la termovalorizzazione dei rifiuti urbani è parte integrante e valore aggiunto del sistema di trattamento dei rifiuti, come peraltro lo è la raccolta differenziata, trattamento la quale, è bene precisarlo, produce molti scarti da trattare in impianti di termovalorizzazione, consentendo così un recupero energetico alternativo ai conferimenti in discarica". La precisazione di Hera arriva a pochi giorni dalle esternazioni del Wwf di Forlì-Cesena che aveva puntato il dito contro l'inquinamento prodotto da un impianto ormai saturo come quello forlivese e sulla necessità di passare rapidamente al porta porta proposto da Alea, la società che amministrazione e cittadini hanno scelto proprio per sostituire la multiservizi. Hera, però, non ci sta e nella nota ricorda che "la termovalorizzazione è molto diffusa in Europa, dove sono attivi oltre 450 impianti di incenerimento dei rifiuti collocati a volte anche all’interno dei centri urbani, ad esempio in paesi come Svezia, Finlandia, Danimarca che conferiscono nei termovalorizzatori oltre il 50% dei loro rifiuti". Poi una chiosa sull'inquinamento: "I dati ufficiali dell’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale - scrive Hera - attestano che le fonti rilevanti delle emissioni in atmosfera sono in particolare il riscaldamento e il trasporto, mentre la termovalorizzazione dei rifiuti fornisce un contributo del tutto marginale. In questo contesto, l’impianto di Forlì, al pari di tutti gli altri gestiti dal Gruppo Hera, è tecnologicamente all’avanguardia e produce emissioni nettamente inferiori a quelle previste dalla normativa europea". E da ultimo l'invito ad un confronto diretto che Hera rivolge al Wwf: "Guardiamo con favore a un dibattito pubblico e aperto con il Wwf e con chiunque abbia voglia di farlo in modo serio e costruttivo, partendo dal presupposto di un’analisi puntuale e precisa costruita su dati scientifici corretti. A questo scopo, esiste una metodologia oramai consolidata, denominata Life Cycle Assessment (LCA), che consente di misurare il ciclo di vita di un prodotto o di un servizio in termini di impatto ambientale". Il presidente del Wwf provinciale Alberto Conti, nei giorni scorsi, aveva sottolineato come "col porta a porta le tonnellate annue da smaltire diventerebbero 25mila tonnellate in meno" e che "proprio la ricerca scientifica - scriveva Conti - evidenzia in numerose pubblicazioni internazionali che gli inquinanti degli inceneritori sono la concausa di aumenti significativi di gravi malattie e tumori. Da qui la necessità di arrivare il prima possibile alla chiusura dell’inceneritore, chiusura - scriveva il Wwf - chiesta dai cittadini forlivesi fin dal 2004 con una petizione cui avevano aderito 20mila residenti. Il nuovo modello di raccolta porta a porta con tariffa puntuale, richiesto non da Alea, ma dalla popolazione del forlivese - concludeva la sua nota il Wwf - è uguale a quello realizzato, con piena soddisfazione degli abitanti, nei comuni della zona di Carpi che nel 2017 hanno prodotto 54 chili a testa da smaltire, 6 volte in meno rispetto a prima".