Rimini

Ombrelloni e lettini dati alle fiamme in zona Porto, insorgono i Bagnini

Fabrizio Pagliarani, presidente Bagnini Confesercenti: "Situazione preoccupante, dopo gli ennesimi vandalismi serve una più ampia riflessione sulla sicurezza"

Ombrelloni e lettini dati alle fiamme in zona Porto, insorgono i Bagnini

Ancora vandalismi in spiaggia

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23/agosto/2018 - h. 14.44

RIMINI - Ombrelloni e lettini dati alle fiamme e completamente carbonizzati. E' lo scenario che questa mattina si è trovato di fronte Alan Iaci, gestore dei Bagni 5-6-7 nella zona del porto di Rimini. Non si tratta del primo episodio: nel corso di questa estate sono ormai una quarantina gli ombrelloni e altrettanti i lettini che Iaci ha trovato bruciati. Altri casi si sono verificati nelle zone di spiaggia attigue. “Ormai con regolarità, la mattina i nostri operatori della zona del porto trovano le attrezzature pesantemente vandalizzate - segnala Fabrizio Pagliarani, presidente dei Bagnini Confesercenti -, con danni che ammontano complessivamente a diverse migliaia di euro. Durante il giorno, grazie alla professionalità e all'impegno dei gestori che si prodigano affinché tutto sia a posto, i clienti della spiaggia trovano come sempre i servizi per cui è famosa Rimini, e fortunatamente non si accorgono di ciò che invece vi accade di notte. Ma per chi vi lavora la situazione è diventata decisamente preoccupante e onerosa”. Il problema aveva iniziato a manifestarsi già lo scorso anno nella zona, ricorda Pagliarani, ma ora è degenerato. “Le forze dell'ordine svolgono al meglio il loro lavoro in questa estate difficile e a loro va il nostro plauso: di giorno la spiaggia è diventata molto più sicura, sono crollati i furti e l'abusivismo. Ma durante la notte l'area del porto diventa teatro di criticità da tempo segnalate. E' una questione che merita attenzione”. Il presidente dei Bagnini Confesercenti chiede una più ampia riflessione sulla sicurezza, partendo dal fatto che non si possono caricare costi e responsabilità solo sugli operatori. “Va anche ribadito che non è il modello Rimini ad essere sbagliato, ma le criticità che a Rimini come da altre parti si generano durante la stagione. Le criticità vanno affrontate con la collaborazione di tutti i soggetti interessati, con una riflessione anche sui modelli sociali ed educativi. Va inoltre utilizzato in modo più ampio il contenitore arenile, che diventa un presidio importante del territorio”.