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'Contro i giovani' e la provincia che scompare insieme ai sogni di rock'n'roll: ecco il nuovo video di Jocelyn Pulsar

In anteprima fino al 14 settembre il videoclip che anticipa l'uscita del nuovo album del cantautore forlivese: "E' un viaggio tra i simboli della giovinezza dei quasi 40enni di oggi... con un sentito omaggio al Velvet"

'Contro i giovani' e la provincia che scompare insieme ai sogni di rock'n'roll: ecco il nuovo video di Jocelyn Pulsar

Jocelyn Pulsar in un fotogramma del video di 'Contro i giovani' singolo di lancio del nuovo, omonimo album in uscita il 12 ottobre

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10/settembre/2018 - h. 10.09

FORLI' - Nel giorno di uscita del suo nuovo videoclip 'Contro i giovani', che anticipa l'omonimo album e che potete vedere in anteprima cliccando su questo link abbiamo fatto due chiacchiere con Francesco Pizzinelli, in arte Jocelyn Pulsar. Il cantautore forlivese, una decina di dischi all'attivo, una presenza costante, fiera e intransigente all'interno della scena indipendente italiana, ci racconta in breve come è nato il nuovo disco, una sorta di 'inno-manifesto' dedicato ai quasi 40enni, senza risparmiare alcune stoccate ai giovani d'oggi, a quelli di ieri, alla musica indie che negli anni ha perso la sua indipendenza, alla provincia, romagnola e non, che si traveste da città e perde la sua essenza, i suoi valori, i suoi simboli. Il videoclip, interpretato dallo stesso cantautore, è stato realizzato dal videomaker forlivese Luca Coralli. Il disco, registrato al MushRoom Studio sotto la supervisione di Enrico Berto (Bugo, Amari, Sick Tamburo) è edito da Cabezon Records ed uscirà il 12 ottobre.  

Ciao Francesco, da pioniere della scena lo-fi indipendente italiana torni con un disco nuovo e lo intitoli 'Contro i giovani'. Perché? Chi sono questi 'giovani'? 
"Grazie per il 'pioniere' intanto... oggi viviamo una fase in cui tutto quello che esce sul mercato ha come obiettivo i giovani: la musica, ma anche le serie TV, i film, la televisione, i libri (si fa per dire..), insomma, la stragrande maggioranza di quello che viene pubblicato o 'pensato' ha un target under 18. Ebbene, questo disco, nel suo piccolo, no...è un disco di un quasi quarantenne, che parla ai suoi coetanei, perfettamente consapevole di avere scritto un album con poco appeal per la fascia di mercato di cui sopra... ma io, il mercato, non ce l'ho, e in fondo il bello dell'indie è proprio questo. O almeno, lo era...".

Nei tuoi testi, anche in questo lavoro, troviamo tanto di te stesso e quindi tanto dei quasi 40enni di oggi. Ci sono i sogni e i buoni propositi (Mi Volevo comprare un bar), ma c'è anche la realtà quotidiana, quella fatta di paternità, di vita in famiglia... 
"Non è certo il primo disco autobiografico che faccio, anzi in un certo senso lo sono tutti: chiaro che, quando ti sposi, quando nasce tua figlia, ti guardi indietro e un pò rifletti, su quello che volevi fare a 20 anni, puoi già fare un bilancio: alcune cose sono riuscite, altre no, e soprattutto ho raggiunto un'età che obbliga ad accantonare alcuni obiettivi perchè realisticamente non sono più realizzabili, 'Mi volevo comprare un bar' parla esattamente di questo". 

Il tempo è indubbiamente protagonista di questo lavoro (è nell'incontro-scontro immaginario e generazionale tra i giovani d'oggi e quelli dell'altro ieri...). Contro i giovani è forse anche un diario che racconta come è passato il tempo sul nostro Paese e sulla provincia romagnola... Contro i giovani è un disco sull'evoluzione o sull'involuzione? 
"E' un disco che parte spavaldo, dicendo 'hei giovani di oggi, guardate come siete ridotti, noi alla vostra età eravamo molto meglio', poi piano piano, canzone dopo canzone, ci ripensa, si rende conto che le critiche che rivolge ai ragazzi di oggi sono le stesse che arrivavano a noi: alla fine, dunque, assolve tutti". 

Vivi in provincia e nelle tue canzoni spesso racconti, omaggiandola o criticandola, la provincia che non c'è più. Gli Zen Circus, per citare un gruppo che ce l'ha fatta a suon di chilometri in furgone e gavetta, dicono che la provincia crea dipendenza... che ne pensi? 
"Penso che il furgone è già un lusso, che molti non se lo possono permettere, me compreso: la gavetta è una bella parola, meno quando diventa sinonimo di carriera, come nel mio caso... una gavetta infinita. La provincia è un pò troppo mitizzata, a mio parere: ci sono zone di Roma, che pur essendo dentro la Capitale d'Italia hanno tutta l'aria di zone marginali, il sapore della provincia vera: faccio l'esempio del Pigneto, dove ho suonato tante volte, Bologna stessa, che pure è capoluogo di regione, nasconde un fermento che è difficile trovare altrove. A volte la provincia vera si perde, proprio tentando di assomigliare a qualcos'altro, ed è un peccato". 

C'è la provincia anche al centro del video di 'Contro i giovani', un viaggio, diciamo, al termine del rock e dei sogni di rock'n'roll della nostra giovinezza con quell'omaggio, quella preghiera laica, davanti al Velvet Club, o meglio, alle sue ceneri... 
"Quando l'hanno demolito è stato uno spartiacque: come dire 'ok, ecco, questa è la fine della giovinezza per come l'abbiamo vissuta noi'... conosco ragazzi che sono andati ad assistere, persone che hanno pianto davanti alle ruspe... e li capisco: io li dentro ci ho visto un sacco di concerti, dal povero Sparklehorse ai Suicide, ai Bluvertigo 'aperti' dai Subsonica, poi ancora, la celebrazione per la morte di Balsamini e tanti, tantissimi altri ricordi, ho anche avuto il privilegio di suonarci, su quel palco. Mi sembrava un giusto omaggio, perfetto per lo spirito del disco".

In provincia, quella romagnola ovviamente, si riesce ancora a fare musica? C'è ancora spazio per suonare dal vivo e farsi ascoltare o le cover band ci seppelliranno tutti? 
"Ora ti confido un segreto: le cover band non rappresentano un 'problema', è vero invece che il 'boom' dell' indie ha fatto alzare i prezzi di molti artisti alternativi, anche i piccoli nomi escono a cachet eccessivi: io una vota organizzavo un piccolo festival, con due soldi ce la facevo, oggi sarebbe impossibile". 

La tua musica è sempre stata 'artigianale', un cantautorato fondato sulla massima autonomia e libertà espressiva. E anche oggi rimani fedele alla tua cifra mentre la scena più o meno indipendente sembra essere uscita dalla nicchia... 
"Quando non hai successo è più facile rimanere fedeli a se stessi, liberi, integralisti: basta che la televisione ti venga a stuzzicare, allora vediamo cosa succede... ci sono esempi eclatanti, Manuel Agnelli a X Factor, per dire: io ancora adesso sono perplesso per quella scelta... o Calcutta che suona all'Arena di Verona, la riempie, certo, ma non andava proposta, è un luogo dove ci passa l'Opera, ci va Bocelli, poi certo, anche tanta roba così così, ma è pur sempre un tempio della musica italiana, dopo un successo così breve forse si poteva aspettare. Ma oggi c' è voglia di bruciare le tappe, di approfittare di questo periodo di extraesposizione, come se si abbia paura che piano piano la moda passi, e il mercato si rivolga ad altro... anzi, sta già succedendo: con la trap".
VIDEO 'Contro i Giovani' Guardalo qui -> -> https://youtu.be/CWjDRr5vmuA