Romagna

Bando periferie, i sindaci: "Ora il premier Conte tenga fede alle promesse"

Il sindaco di Rimini Gnassi racconta la lunga trattativa con il governo nella giornata di martedì. "Il governo ha scelto la strada del decreto per sanare la situazione"

Bando periferie, i sindaci: "Ora il premier Conte tenga fede alle promesse"

Andrea Gnassi (primo da sinistra) a Roma con alcuni colleghi

| Altro
N. Commenti 0

12/settembre/2018 - h. 18.03

Insieme ad altri quattordici colleghi, tra cui la sindaca di Roma Virginia Raggi e Chiara Appendino di Torino, entrambe pentastellate a riprova della trasversalità del tema, il sindaco riminese Andrea Gnassi era nella delegazione Anci che ha incontrato martedì il premier Giuseppe Conte per parlare del blocco ai fondi del "bando periferie". Per chi si fosse perso le puntate precedenti (qui un approfondimento) si tratta dei finanziamenti che gli ultimi governi Pd hanno concesso ai Comuni: 1,6 miliardi per riqualificare le zone degradate. Progetti che rischiavano di saltare a causa di una norma del Milleproroghe. La missione romana pare avere avuto successo. 

L'attenzione comunque resta alta. Perché in fondo i sindaci si sono visti cancellare in un colpo dei fondi già garantiti e passati da una delibera del Cipe. Al momento dal governo c'è la promessa di ripristinare i fondi arrivate dopo "due ore di confronto serrato e anche duro", come racconta Gnassi. Stando a quanto promesso, spiega il sindaco riminese,  "in buona sostanza, nel giro di una settimana o poco più, si ritornerebbe alla situazione iniziale per la gioia e la soddisfazione di 326 Comuni e 20 milioni di cittadini italiani".

Aggiunge il sindaco di Rimini: "Istituzionalmente io, come i colleghi presenti, di ogni appartenenza politica ma lì solo per rappresentare comunità e persone, dobbiamo assumere questo come un impegno concreto e inderogabile. E' un pezzo di Stato che prende un accordo e una responsabilità davanti a un altro pezzo di Stato, vale a dire i Comuni. Noi sindaci però abbiamo chiaramente sottolineato al Presidente come, nel caso in cui, questo impegno non si traducesse nei tempi dichiarati in quell'atto ufficiale che ripristinerebbe l'efficacia di contratti formali sottoscritti dallo Stato stesso, partirebbero immediatamente i ricorsi amministrativi e si interromperebbero immediatamente le relazioni istituzionali tra Governo e Comuni, con conseguenze dirette per le decisioni da assumere nella Conferenza Stato-Regioni che si vedrebbe anche bloccati".

Durante l'incontro, il presidente dell'Anci Antonio Decaro (sindaco di Bari) e i colleghi hanno  ottolineato come "per giustificare la cancellazione improvvisa in una notte d’agosto al Senato delle risorse ai Comuni, siano state usate argomentazioni e imprecisioni strumentalizzazioni riportate sui territori da esponenti politici locali e nazionali a sostegno di un voltafaccia inspiegabile e soprattutto immotivato da ragioni amministrative e giuridiche". Lo staff del premier avrebbe preso atto "dell'insussistenza delle argomentazioni" contrarie al bando periferie.  "In sostanza, ognuna delle questioni sollevate nel dibattito di queste settimane è stata ricondotta alla linearità, alla ragione e al rispetto delle leggi e delle norme. Davanti a questa posizione da parte dei Sindaci, il Presidente Conte, anche consultandosi con la propria struttura tecnica, ha preso quell'impegno". 

Rispetto al decreto riparativo, secondo Gnassi, "la soluzione prospettata dalla delegazione Anci era quella più semplice di eliminare dal 'Milleproroghe' l'emendamento cancellaprogetti, ma il Premier ha addotto ragioni relative alle risorse e all’impossibilità di riaprire il milleproroghe di fatto blindato. L’impegno preso a palazzo Chigi è stato quello di 'riparare' a stretto giro di posta". Il sindaco ricorda che "i progetti non appartengono a una parte politica o a un singolo. Della politica e delle sue dinamiche ai sindaci non interessa. Interessa in via esclusiva portare a casa le risorse, già messe a bilancio per interventi cantierabili, dopo aver partecipato a un bando e avere avuto la garanzia dell'ammissione del progetto, con convenzioni sottoscritte sotto la bandiera italiana e davanti a 96 fasce tricolori, per riqualificare e rilanciare pezzi di città".

La situazione di Rimini: "Ci fidiamo e crediamo nell’impegno. Ma le amministrazioni dello Stato parlano con atti, cioè carta canta. A noi sindaci, abbiamo ancora sottolineato, non interessa vincere in tribunale. Ci interessa che vincano le città, i cittadini.Per quanto riguarda Rimini, e i suoi progetti esecutivi per l'area di Rimini Nord, dopo la giornata di ieri, gli uffici valuteranno come portare avanti le procedure di gara per il bando periferie come per altro ieri è stato sottolineato che si possa fare stante il decreto che il governo si è impegnato a fare a giorni è il fatto che ci sono ancora passaggi parlamentari dell’emendamento cancella progetti. Infine un’ultima considerazione. La mobilitazione, gli argomenti la pressione di cittadini, delle associazioni e forze politiche tutte che vogliono rimettere al centro le periferie si è dimostrata. L’energia positiva che ha dato forza alla battaglia dei sindaci. Tenerla viva fino a "carta canta", non farà la gloria di nessuno, ma data la possibilità di un’intera città di riqualificarsi e ai cittadini di sentirsi più sicuri e fiduciosi nel futuro".

Sul tema interviene anche Federica Del Conte, assessore all'Urbanistica di Ravenna:  “La richiesta del Comune di Ravenna e di tutte le amministrazioni italiane era quella di cambiare il decreto Milleproroghe e rimane quella di sbloccare tutti i fondi assegnati con il bando periferie. Non mantenere gli impegni assunti con le municipalità e con i privati, che hanno messo in campo risorse e lavoro per realizzare opere fondamentali per le comunità, come quelle per la riqualificazione e lo sviluppo della Darsena, sarebbe inaccettabile. Avevamo chiesto uno sblocco immediato – aggiunge Del Conte – e il presidente del Consiglio non ha accettato. Ora ci aspettiamo però che tenga fede all’impegno preso. Come Comune di Ravenna abbiamo firmato una convenzione, abbiamo rispettato i tempi che ci sono stati richiesti per le progettazioni e adesso saremmo pronti per procedere con le gare d'appalto. Non ha alcun senso continuare a tenere bloccate decine di milioni di investimenti sui territori e vanificare tutto il lavoro che abbiamo fatto. Naturalmente il nostro senso di responsabilità e l’importanza di realizzare le opere pensate per la riqualificazione e lo sviluppo della Darsena ci porteranno a cercare una soluzione, ma non sarà per niente semplice e avremo grosse difficoltà a realizzare tutti gli interventi previsti nel progetto. Sarebbe davvero assurdo se questo governo Lega – 5 Stelle non rispettasse gli impegni presi”.