Rimini

Scm Fonderie, pronto un piano di investimenti. Resta il nodo esuberi: si studiano le possibili uscite volontarie

Il secondo incontro tra azienda e i lavoratori ha segnato l'avvicinamento delle parti ma rimane la questione dei cento lavoratori che perderanno il posto

Scm Fonderie, pronto un piano di investimenti. Resta il nodo esuberi: si studiano le possibili uscite volontarie
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20/settembre/2018 - h. 19.50

RIMINI  Un piano di rilancio da un milione di euro nel 2019, il riassorbimento di 21 lavoratori in esubero e una crescita della produzione di circa il 10 per cento l’anno per un totale di 500/600 tonnellate/anno. Questo è quanto mette sul tavolo della trattativa Scm Fonderie Srl, venendo incontro alle richieste dei sindacati. Il nodo rimangono gli esuberi: Scm è pronta a scendere da 121 a 100, i lavoratori chiedono un impegno sugli ammortizzatori sociali accompagnato da un piano di riqualificazione professionale. Le parti comunque hanno fatti passi avanti: da un lato i sindacati hanno riconosciuto la “forte contrarietà” per la scelta di Scm, dall’altro ha anche riconosciuto la difficoltà di tenere aperto lo stabilimento riminese. Da parte sua Scm ha assecondato le prime richieste sindacali sugli investimenti ed è disposta ad un percorso di uscita su base volontaria. Il prossimo incontro è fissato per mercoledì 26 settembre. 

Il nodo è la chiusura dello stabilimento riminese. Nell’incontro, che si è svolto nella sede riminese di Confindustria, l’azienda  ha spiegate che  tutti i lavoratori che raggiungeranno un accordo, rimarranno comunque regolarmente impiegati fino alla primavera del 2019.    Verrà inoltre avviato un parziale rinnovamento del layout della fabbrica, ed una migliore organizzazione di alcune aree produttive, che permetteranno il miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza degli addetti.  Nel corso dell’incontro l’Azienda ha sottolineato l’importanza della prosecuzione di un confronto sereno e costruttivo con le sigle sindacali. 

Ora per trovare un accordo secondo quanto richiesto dai sindacati servirà un piano dettagliato degli investimenti, come richiesto dai lavoratori la ricollocazione all’interno di Scm Group del personale in esubero, la “ricollocazione all'interno di Scm Group del personale in esubero, che ad oggi l'azienda quantifica in 100 unità, attraverso un piano di riqualificazione professionale e l'utilizzo a tale scopo degli ammortizzatori sociali” e la possibilità “su base strettamente volontaria di aderire a percorsi di uscita incentivata, che devono riguardare non solo i lavoratori delle fonderie ma di tutti gli stabilimenti Scm e che possono agganciare attraverso la pensione attraverso l’indennità di disoccupazione”.

Questi ultimi due passaggi andranno valutati nel Cda dell’azienda in cui si verificherà informalmente quali disponibilità ci siano a percorsi di uscite incentivate. “Questa strada, - avvertono i sindacati -  gestita ovviamente dalla direzione aziendale, se percorribile, deve essere condotta responsabilmente senza nessuna forzatura e/o pressione nei confronti del lavoratori”.