Ciclismo

Memorial Pantani grandi stelle: Nibali, Aru, Quintana e Montaguti in azzurro

Domani, da Castrocaro a Cesenatico, la dura premondiale. In corsa anche gli altri romagnoli Belletti, Senni e Pacioni

Memorial Pantani grandi stelle: Nibali, Aru, Quintana e Montaguti in azzurro

Marco Pantani

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21/settembre/2018 - h. 16.12

CESENATICO A poche ora dal via si va delineando il lotto dei partenti del Memorial Marco Pantani. La corsa, che quest’anno partirà da Castrocaro Terme e terminerà come di consueto sul lungomare a Cesenatico, sarà nobilitata da alcuni fuoriclasse del ciclismo mondiale. Vincenzo Nibali su tutti. E poi Fabio Aru e Nairo Quintana. Solo loro tre portano in dote tre successi al Giro d’Italia, uno al Tour de France e due alla Vuelta Espana. Una partecipazione qualificata in vista della rassegna iridata di Innsbruck, un ultimo test in vista di quello che è già stato definito un mondiale per scalatori. Grande merito dell’organizzazione, il Gs Emilia di Adriano Amici, è avere reso duro il percorso in maniera da renderlo più appetibile ai big. 

E così dopo la partenza alle 11,30 in via Roma a Castrocaro (ma il foglio firma avverrà a partire dalle 10 circa in piazzetta Garibaldi, di fronte al palazzo pretorio) e prima di affrontare per tre volte il circuito di Monte Vecchio domani verranno scalati la Rocca delle Caminate a Meldola e Monte Cavallo a Teodorano. A Cesenatico, dopo 199 chilometri, quasi sicuramente si presenterà un gruppo ristretto. Di gente tosta, da grandi corse a tappe, da classiche monumento: passisti scalatori di gran valore. 

In corsa ci sarà anche la Nazionale di Davide Cassani con Aru, Brambilla, Formolo, Cataldo e il meldolese Matteo Montaguti. “Durante la riunione decideremo il mio compito – spiega Montaguti - . Può darsi che mi si chieda di buttarmi in qualche fuga come di fare un po’ di selezione su Monte Vecchio”. Per il 34enne “Moto Guzzi” c’è la soddisfazione di correre in casa: “Queste sono le mie salite, ho i miei tempi di riferimento. Le conosco metro per metro”. Ci sarà da aspettarsi allora un grande sostegno da parte del Fan club Vai Matteo, anche se la condizione non è al 100%: “Dopo il Giro d’Italia ho fatto solo 9 corse, mi manca un po’ il cambio di ritmo”, spiega Montaguti. Il fatto è che nel 2019, dopo 8 anni e tante soddisfazioni, l’ex campione italiano Elite cambierà squadra e la francese Ag2r, suo attuale team, negli ultimi tempi ha preferito dare spazio agli atleti confermati in organico. Ma, come spesso gli succede quando corre in Romagna, di sicuro Matteo moltiplicherà le forze per fare bene di fronte alla sua gente. 

Al via ci saranno anche altri tre romagnoli: Luca Pacioni della Wilier, Manuel Belletti dell’Androni-Sidermec e Manuel Senni della Bardiani. Solo quest’ultimo sembra avere qualche possibilità di essere protagonista mentre un tracciato così duro parrebbe mettere fuori gioco i due passisti veloci di Sant’Angelo di Gatteo. Un vero peccato soprattutto per Belletti, in un buon momento di forma e da sempre alla ricerca del successo nella corsa dedicata al suo idolo: Marco Pantani. Più volte negli anni scorsi ha sfiorato la vittoria, quando l’altimetria era più alla sua portata. Per tornare ad alzare le braccia al cielo in viale Carducci a Cesenatico, località che nel 2010 gli ha regalato un indimenticabile trionfo in una tappa del Giro, domani Belletti dovrebbe volare. Difficile ma mai dire mai: dall’ultimo passaggio di Monte Vecchio a Cesenatico ci sono oltre 50 km più o meno pianeggianti. Lo spazio per recuperare c’è ma se qualcuno deciderà di rendere la corsa dura, sulle salite ci sarà il classico sparpaglio e allora a giocarsela dovrebbero restare i grandi calibri. 

In quel caso la speranza dei tifosi è di vedere un Vincenzo Nibali ai suoi livelli, dopo la disastrosa caduta dell’Alpe d’Huez e la difficoltosa convalescenza. A una settimana dal mondiale sarebbe il miglior segnale per il ciclismo azzurro. Il nostro ct ovviamente ci spera (“Sono curioso di vedere a che punto è, credo che manderà qualche segnale”, dice) e anche se lo Squalo domani gareggerà con la sua Bahrain Merida (con altri convocati per Innsbruck come Pellizotti, Visconti e Pozzovivo), Cassani firmerebbe per perdere il memorial Pantani e ritrovare il suo capitano, quello che fino a quel maledetto scivolone in discesa stava dominando le Olimpiadi di Rio. 

In questo link il percorso nel dettaglio e gli orari con i passaggi alle varie località.