Romagna

Bando Periferie, sindaci in rivolta. Virginia Raggi prova a mediare per tutti

Tutti i primi cittadini della Romagna attaccano e si dicono pronti al contenzioso dopo il mancato mantenimento delle promesse del premier. La sindaca di Roma incontra Conte

Virginia Raggi, sindaco di Roma

Virginia Raggi, sindaco di Roma

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21/settembre/2018 - h. 17.48

Non ci avevano creduto granché, i sindaci della Romagna. La settimana scorsa l'incontro con il premier Giuseppe Conte sembrava aperto qualcosa di più di uno spiraglio sul bando periferie e i finanziamenti per cui tutti i capoluoghi romagnoli stanno aspettando i fondi, cancellati (o rimandati, se si preferisce la visione filogovernativa) nel governo Milleproroghe. Il premier aveva promesso che nella conferenza unificata tra Stato ed enti locali ci sarebbe stato un primo step per sbloccare una parte dei fondi, al resto ci avrebbe pensato un decreto. Peccato che dopo una settimana, i sindaci hanno scoperto che quel punto all'ordine del giorno era stato stralciato. A quel punto l'Anci, con il presidente Antonio Decaro, ha rotto i rapporti istituzionali.

A quell'incontro c'era il sindaco Andrea Gnassi, che con un lungo comunicato aveva fatto capire che - insomma - va bene le parole ma poi contavano i fatti. Che non sono arrivati. Ora attacca il governo e rilancia: "Noi, a Rimini, prepareremo certamente il ricorso contro un atto che amministrativamente si configura come una sottrazione immotivata di risorse già concesse. E andremo avanti con la mobilitazione. Ma, ripeto, c'è qualcosa di altrettanto grave e drammatico che sta avvenendo e riguarda il significato stesso, da adesso in poi, della parola istituzione e della dignità connessa ad essa. Voglio aggiungerci quell'avverbio, finora, sapendo però che più un moto di fede residua che di consapevole ragione”. Di contenzioso parla anche il sindaco di Ravenna Michele de Pascale: "Non c’è traccia della volontà del Governo di sbloccare i fondi. Adesso diventa inevitabile, per totale responsabilità del Governo, la rottura istituzionale e il contenzioso giurisdizionale". De Pascale, che è anche presidente regionale dell'Anci, ricorda le cifre per le città delle regioni:  18 milioni di euro di investimenti per Bologna, 8 milioni per Piacenza, 17 milioni per Parma, 17 milioni per Reggio-Emilia, 18 milioni per Ferrara, 12 milioni per Ravenna, 8 milioni per Forlì, 1,8 milioni per Cesena e 18 milioni per Rimini. Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, prende carta e penna e scriive al sindaco in cui scrive - tra le altre cose - che quello del governo - "non è un modo serio di lavorare e nemmeno rispettoso di chi, ogni giorno, amministra le proprie comunità”. Davide Drei affida a Facebook il suo pensiero: "Sindaci, uniti e compatti, non si prendono in giro. Faremo valere fino in fondo gli accordi presi con il Governo, per difendere i patti sottoscritti, e garantire il finanziamento di progetti che nella nostra città sono già stati avviati, appaltati o in via di assegnazione".

A provare una mediazione è Virginia Raggi, sindaca di Roma in quota Movimento 5 Stelle. Nel pomeriggio di venerdì ha incontrato Giuseppe Conte: "Abbiamo chiaramente parlato del bando periferie. Roma sta svolgendo un ruolo di interlocuzione importante. Sono certa che si troverà presto una soluzione", ha detto alla fine del summit con il premier.