Imola

Sponsorizzazioni al basket e fatture false, sequestro da 25 milioni di euro

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Bologna. In totale 16 persone indagate

Sponsorizzazioni al basket e fatture false, sequestro da 25 milioni di euro
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24/settembre/2018 - h. 12.22

IMOLA - Gli uomini del Comando Provinciale di Bologna della Guardia di Finanza hanno eseguito un maxi sequestro da 25 milioni di euro e indagato ben 16 persone che sarebbero implicate in una mega frode fiscale legata a doppio filo a sponsorizzazioni fantasma al basket imolese e alla squadra femminile del basket Parma. Il giudice per le indagini preliminari Alberto Ziroldi, su richiesta del sostituto procuratore Manuela Cavallo, ha disposto il sequestro di beni mobili, immobili (tra cui una villa sui colli bolognesi del valore di circa 2 milioni di euro), autovetture, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti, per quasi 25 milioni di euro. Ai 16 indagati – tra cui 4 bolognesi - è contestata, a vario titolo, “l’associazione per delinquere” finalizzata alla commissione di numerosi crimini tra cui “l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”, “l’omessa dichiarazione fiscale”, “l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili”, la “simulazione di reato”, il tutto con l’aggravante della transnazionalità in relazione al fatto che le varie condotte criminali sarebbero state commesse in più stati. Il sofisticato sistema di frode, attuato per anni dal sodalizio criminale, ha condotto alla scoperta di un giro di fatture false e gonfiate per oltre 75 milioni di euro, aventi ad oggetto prestazioni di sponsorizzazione in favore delle società sportive. Al pagamento della fattura (da parte dello sponsor ad una società inglese), seguiva la retro-restituzione di parte del corrispettivo nuovamente allo sponsor, attraverso una preventiva serie di transazioni di valuta in più stati esteri attuata con l’obiettivo di dissimularne l’illecita provenienza. Tali fatture false venivano emesse da società appositamente costituite a Londra, ma di fatto organizzate, gestite e dirette a Bologna, le quali avevano acquistato, ad un corrispettivo irrisorio e senza esclusiva, i diritti di sfruttamento dell’immagine e degli spazi pubblicitari delle due società di basket.