Forlì

Aprono due nuove sezioni in carcere, i sindacati chiedono più agenti

Già operativa quella dedicata ai criminali sessuali. Prossimamente dovrebbe riaprire un nuovo piano. "Servono almeno dieci poliziotti in più"

Aprono due nuove sezioni in carcere, i sindacati chiedono più agenti
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05/ottobre/2018 - h. 17.49

Il carcere di Forlì aprirà una nuova sezione che può ospitare 38 detenuti, dedicato a chi si è macchiato di reati sessuali. La nuova sezione "sex offender" preoccupa però Cgil e Uil perché a questo nuovo impegno non corrisponde un aumento del personale. L'organico è di 113 agenti (81 uomini e 32 donne) con tre educatori e prossimamente potrebbe riaprire un nuovo piano della casa circondariale che era stato chiuso per problemi strutturali.
Da tempo del resto il carcere di Forlì è al centro del dibattito politico. Secondo i sindacati, però, i vertici dell'amministrazione penitenziaria regionali e nazionali "evitano di confrontarsi su temi importanti e fondamentali aventi inevitabili ripercussioni sotto l'aspetto organizzativo e elemento non secondario, la sicurezza". La fine dei lavori della nuova struttura carceraria è sempre rinviata, mentre la Rocca si trova "ormai da anni in prima linea a causa della cronica carenza di personale a fronte di una popolazione detenuta costantemente in aumento".
Il nuovo piano dovrebbe aprire tra pochi giorni, lunedì, e i sindacati chiedono di attendere almeno l'11 ottobre. La richiesta è stata respinta dai vertici regionali: "Ci è stato risposto di non preoccuparsi che i detenuti non sarebbero stati tutti mandati in capienza massima del piano detentivo (36/38 unità) ma gradualmente proprio in attesa del confronto". Peccato, fa notare il sindacato, "che in termini di sicurezza, rivolta a detenuti-operatori penitenziari e civili-operatori privati che operano all'interno della struttura carceraria, che vi sia 1 detenuto o 36 poco cambia; serve la Polizia penitenziara". Il fabbisogno per i sindacati sarebbe di dieci agenti e due educatori. 

I poliziotti "sono stanchi di dover lavorare in condizioni massacranti, già ora riscontriamo giornalmente, solo con l’apertura del nuovo reparto “sex offender”, accorpamenti di più posti di servizio, variazioni quotidiane dei turni di servizio per poter garantire la vigilanza nei reparti, con la conseguenza che chi svolge questo lavoro deve sacrificare la propria vita famigliare".