Cesena

Leggi razziali: così la casa di cura San Lorenzino salvò gli ebrei

Alla fine del 1943, quando si fece più dura la persecuzione razziale, il fondatori si espose a non pochi rischi dando rifugio in Clinica ad una famiglia ebrea. Domani un evento per ricordarlo

Leggi razziali: così la casa di cura San Lorenzino salvò gli ebrei

La casa di cura San Lorenzino in una foto d'epoca

| Altro
N. Commenti 0

20/ottobre/2018 - h. 20.21

CESENA - La Casa di Cura San Lorenzino invita la cittadinanza di Cesena alla seconda iniziativa per festeggiare i suoi primi 80 anni. L’appuntamento è per domenica 21 ottobre alle ore 11 in Casa di Cura per un evento in cui verrà ricordata l’ospitalità data in Clinica agli ebrei perseguitati durante l’ultimo conflitto mondiale.

Alla fine del 1943, quando si fece più dura la persecuzione razziale, il fondatore della Casa di Cura Elio Bisulli insieme al prof.essor Achille Franchini si espose a non pochi rischi dando rifugio in Clinica alla famiglia ebrea Lehrer. Bisulli e Franchini collaborarono poi con padre Odo Contestabile, benedettino dell’Abbazia cesenate del Monte, che organizzò la fuga dei Lehrer in Svizzera.

In memoria di questi avvenimenti verrà inaugurata una targa e presentato il volume Accadde a Cesena di Paolo Poponessi, che ricostruisce la vicenda. I partecipanti riceveranno una copia omaggio della pubblicazione. Intervengono: Paolo Lucchi, sindaco di Cesena; Rav Luciano Meir Caro, rabbino capo di Ferrara e delle Romagne; Raffaele Bisulli, amministratore unico Casa di Cura Privata San Lorenzino S.p.A; Paolo Poponessi, autore del libro Accadde a Cesena.