Rimini

Mattarella parla i sindaci (e al governo): "Bilanci in ordine per evitare il disordine"

Il Presidente della Repubblica è intervenuto durante l'assemblea dell'Anci che si teneva a Rimini

Mattarella parla i sindaci (e al governo): "Bilanci in ordine per evitare il disordine"
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23/ottobre/2018 - h. 22.15

RIMINI - "I bilanci in equilibrio, l'efficienza dei servizi, i diritti garantiti ai cittadini, la sinergia tra pubblico e privato, in modo che crescano le opportunità per tutti, sono sfide a cui nessuna amministrazione può sottrarsi: il Comune e la Provincia come la Regione e lo Stato". Lo ha detto, intervenendo alla 35esima assemblea nazionale dell'Anci, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"La logica dell'equilibrio di bilancio - ha aggiunto - non è quella di un astratto rigore: ci deve sempre guidare uno sguardo più lungo sullo sviluppo, la sua equità e la sua sostenibilità, e occorre procedere garantendo sicurezza alla comunità, scongiurando che il disordine di enti pubblici, e della pubblica finanza, produca contraccolpi pesanti anzitutto per le fasce più deboli, per le famiglie che risparmiano pensando ai loro figli, per le imprese che creano lavoro".
   

L'intervento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Nel suo saluto inaugurale Gnassi si è detto orgoglioso di ospitare l'assemblea nazionale Anci.  Gnassi ha ricordato "il momento delicato e particolare della nostra vicenda nazionale e del rapporto tra Stato centrale e enti locali". I Comuni - ha aggiunto - "sono la faccia e il portone riconoscibile e sempre aperto per i cittadini. Sottolineo tre volte questo concetto: bene comune. E’ un interesse che ricade su tutti in egual misura, che non lascia indietro nessuno perché prima di ogni cosa e di ogni provenienza o nazionalità o credenza religiosa siamo cittadini". 

I sindaci lavorano "con difficoltà crescenti. Non oggi, da almeno 15 anni a questa parte si è progressivamente affievolita l’idea stessa di istituzione. Si sono creati muri alti tra diversi livelli istituzionali, a volte in un crescente senso di sfiducia reciproca. Si è cominciato tempo fa, annunciando tagli fiscali per poi costringere gli Enti locali alla parte dei ‘cattivi’, aumentando i tributi per non morire e per garantire i servizi primari. Si è arrivati a oggi con la questione del bando periferie, per certi versi senza precedenti, e che solo adesso può essere sanata dal buonsenso e da un accordo tra Anci e Governo, me lo si consenta, promosso e ottenuto grazie anche alla sacrosanta protesta dei Comuni coinvolti e dal lavoro del nostro Presidente Antonio Decaro".Gnassi ricorda il "frastagliato rapporto tra livello centrale e locale del quadro amministrativo nazionale è cosa si considera essere un’istituzione e quali siano i suoi obiettivi esclusivi". 

"Noi sindaci - ha aggiuto Gnassi - non possiamo permetterci di non cambiare, e cioè di restituire dopo 5 o 10 anni le città come le abbiamo avute da chi ci ha preceduto. Perché? Semplice: perché in un lustro o un decennio il mondo cambia e le città devono per forza cambiare. Dieci anni fa ancora nessuno aveva in mano smartphone con tecnologie come quelle di oggi: oggi è lo strumento più usato al mondo. Dunque, che le città siano in perenne movimento non ci piove. Il tema è un altro: come permettere alle città di interpretare il cambiamento e non subirlo. Come permettere alle città di avere risorse e strumenti per cambiare. Ed è qui che è chiamata ad avere un ruolo e un compito la politica. Usiamo la leva della crescita urbanistica? Di un modello di sviluppo centrato sulla rendita immobiliare? Ci limitiamo a qualche piccolo ritocco di facciata?". 

Se per le nostre città l'unica leva di un possibile sviluppo è centrata sulla sostenibilità sociale, ambientale, urbana, allora la sostenibilità va ricercata non in un solo settore o in uno specifico campo: la visione di una città non si limita all’urbanistica. Occorre cercare e progettare connessioni. Connessioni che producano comunità e ricostruiscano comunità intorno a modelli integrati di sviluppo a forte innovazione. 

"Il territorio riminese è una delle tante città straordinarie di questo nostro paese più bello del mondo, siamo famosi per il turismo, le spiagge, i servizi e i sorrisi. Un borgo di provincia di 330 mila persone, con 160 del suo capoluogo. Ma che fa 24 milioni di presenze turistiche  e che su  questi  numeri organizza i servizi, l’acqua, i rifiuti, i trasporti.  Sotto l’ombrellone c’è la nascita di una città dove passava la Linea Gotica e che è stata colpita da 386 bombardamenti.vOggi ancora siamo dentro un cambiamento: oltre al sistema idrico fognario, i nuovi lungomare, togliamo dall’ombra gli splendidi castelli, le rocche, i borghi di collina e dell’Appennino, la città romana di Tiberio e Augusto, medioevale di Giotto, rinascimentale di Piero della Francesca e Leon Battista Alberti, quella dell’800 verdiano e del ‘900 di Fellini. vEcco proprio Fellini diceva: “tutto si immagina” . Sarebbe bello immaginare un paese che accompagnasse davvero, e tutti i giorni, le sue città e i suoi comuni a trasformare l’immaginazione  e il lavoro dei suoi Sindaci in città visibili e servizi concreti".