Imola

Infortuni sul lavoro in calo: nel 2017 sono stati 1.693, nessuno con esito mortale

La prognosi media è di dieci giorni. La maggior parte si registra nel terziario. Dal 1985 ad oggi le morti bianche sono state 75

Infortuni sul lavoro in calo: nel 2017 sono stati 1.693, nessuno con esito mortale
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24/ottobre/2018 - h. 18.14

IMOLA - Sono 1.693 gli infortuni sul lavoro registrati ad Imola nel 2017. I dati sono stati resi noti in una conferenza stampa dell'Ausl in mattinata. Il numero di infortuni è in costante calo dal 2001, quando era stato registrato l'apice, con 3.822 incidenti. Da allora la situazione è migliorata molto: si è arrivati sotto quota tremila nel 2008, per poi scendere sotto la soglia dei duemila nel 2012. Nel 2016 gli infortuni erano stati 1.771. Anche l'incidenza degli incidenti sulla popolazione lavorativa è in calo: mancano ancora le stime del 2017, ma nel 2016 si era attorno al 4,6 per cento. Nel 2000 questo indice era a quota 10,4 per cento.

Nessun infortunio mortale nel corso dell'anno (non accadeva dal 2014), la maggior parte degli infortuni è dovuto al trauma da schiacciamento: 570 in tutto, con una prognosi media di 12 giorni. Segue l'infortunio da corpo estraneo (302) e l'operaio colpito da materiale pesante (245 casi). Gli infortuni in itinere, durante il tragitto casa-lavoro, sono 113. A questi si aggiungono 32 incidenti stradali in orario di lavoro. In totale i giorni di prognosi sono 17.386, con una media di dieci giorni per infortunio.

Il settore dove si registra il maggior numero di incidente sul lavoro, contrariamente a quanto si possa pensare, è il terziario. In totale 1012 quelli registrati. Il settore più "pericoloso"? L'Istruzione. A pesare su questo comparto che ha messo a referto 213 infortuni sono 151 incidenti sportivi. Segue la Sanità (206 infortuni), poi il facchinaggio (94), l'assistenza sociale (87), il commercio (83), la ristorazione (79) e i trasporti (65). Gli altri settori del terziario sono tutti al di sotto di quota 60.

Tra i focus evidenziati dall'Ausl anche l'edilizia e l'agricoltura. Nel primo caso troviamo 126 infortuni, la maggior parte dei quali riguarda un trauma dovuto ad un corpo pesante. Nell'agricoltura gli incidenti sono stati 141 e qui prevale lo schiacciamento: sono i cosiddetti infortuni “verdi” con l'agricoltore schiacciato da un trattore.

La malattia professionale che dal 2010 al 2017 è stata riscontrata più spesso è l'ipoacusia da rumore: ben 138 i casi di questo tipo. Dopo una vita tra fabbrica, traffico e stress l'udito soffre. I tumori, di vario tipo, sono stati invece 39.

Gli ultimi dati presentati dall'Ausl riguardano invece gli infortuni mortali sul lavoro. Le morti bianche nel circondario dal 1985 ad oggi – incidenti stradali esclusi – sono stati 75. Lamaggior parte nell'edilizia (31), seguita dall'agricoltura (26), dall'industria e dall'artigianato (11) e – infine – dal terziario (7) che, se anche è il settore in cui si riscontrano più incidenti sul lavoro è anche quello in cui questi sono meno gravi.