Rimini

Sequestro patrimoniale da 130mila euro ai danni di un esponente di un clan barese

La guardia di finanza ha scoperto che non aveva dichiarato il movimento dei capitali, ritenuti dagli investigatori di provenienza illecita

Sequestro patrimoniale da 130mila euro ai danni di un esponente di un clan barese
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25/ottobre/2018 - h. 19.50

RIMINI -  Prosegue incessante l’attività investigativa del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini nel settore delle indagini economico-patrimoniali finalizzate all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati da soggetti contigui alla criminalità organizzata ed economica. Sotto il mirino dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini questa volta è finito un 36enne originario di Bari, ma da alcuni anni residente a Rimini, già gravato per due anni dalla misura di prevenzione della “sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”, poiché ritenuto contiguo al clan degli “Strisciuglio” di Bari.

Secondo le vigenti norme in materia di prevenzione antimafia, l'uomo – in quanto soggetto socialmente pericoloso - avrebbe dovuto comunicare, per 10 anni dalla decorrenza del provvedimento di prevenzione suddetto, alla Guardia di Finanza del luogo di abituale dimora tutte le variazioni nell'entità e nella composizione del patrimonio superiori a 10 mila euro; tuttavia le indagini svolte dalle Fiamme Gialle riminesi, anche mediante l’utilizzo delle banche dati a disposizione, hanno condotto a rilevare che l'uomo nel periodo tra il 2008 e il 2012, pur tra l’altro  avendo dichiarato esigui redditi al fisco, aveva movimentato, senza formalizzare la prevista comunicazione, capitali per circa 130 mila euro, verosimilmente frutto di attività illecite.

Per tali emergenze investigative, il Sostituto Procuratore di Rimini, Davide Ercolani, che ha coordinato le investigazioni, ha richiesto al Gip presso il Tribunale di Rimini, l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare delle variazioni patrimoniali non comunicate.Il Gip lo ha concesso.  Il provvedimento ha consentito in particolare l’apposizione del vincolo cautelare patrimoniale su una polizza assicurativa del valore di 50 mila euro intestata al pregiudicato.