Rimini

Un quarto di secolo senza Federico Fellini

Il grande regista si spegneva il 31 ottobre 1993. Il ricordo del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Un quarto di secolo senza Federico Fellini
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30/ottobre/2018 - h. 17.20

RIMINI - A Rimini, dal 1993, il 31 ottobre è una ricorrenza più triste che in altre città. E' il giorno dell'Amarcord per eccellenza in onore di  chi quella parola - amarcord, appunto - l'ha strappata dal frasario romagnolo per infilarla come neologismo nei dizionari. Lo ha fatto con un film, appunto, indimenticabile. Come lui, Federico Fellini. Il grande regista lasciava orfani i romagnoli e tutti gli appassionati di cinema il 31 ottobre del 1993. Un quarto di secolo fa. 

Andrea Gnassi, il sindaco, ne approfitta per una riflessione: "Nel quarto di secolo intercorso dall’ultimo saluto ad oggi, il rapporto tra Rimini e forse l’intellettuale italiano che ha avuto più impatto sulla cultura mondiale nel Novecento, è stato quantomeno instabile. Le vicissitudini dell’associazione ‘Fondazione Fellini’, gli alti e i bassi del premio cinematografico, hanno portato con sé positività e limiti. Positività e limiti di cui si è tenuto in conto allorché nel 2015 ci si è approcciati in maniera sensibilmente diversa al tema della valorizzazione dell’opera del Maestro". 

Se in precedenza - dice Gnassi - "la critica diffusa era quella della individuazione di uno spazio idoneo dove collocare il Museo Fellini- è ancora nel ricordo la visita di Sharon Stone alla casa del regista, con un commento sull’esiguità dell’esposizione-, la scelta successiva si è sviluppata diversamente rispetto a un luogo convenzionale che, per quanto grande, non sarebbe mai stato sufficiente a ‘contenere’ l’eredità del regista.  Ci si è orientati su un intero quadrante di città, tra il teatro verdiano e l’archeologia viva della Rimini romana, che ribaltasse il senso dell’operazione, coinvolgendo spazi interni e sterni, castello, cinema Fulgor e l’area urbana tra i due gangli fisici. Con un’idea di fondo: abbinare all’elemento conservativo, archivistico, documentale, quello della persistenza nella contemporaneità dell’eredità di Fellini, genio che racchiude nella sua opera l’arte di ogni tempo e quella dei tempi che verranno.  Questo crocevia creativo- in cui il barocco abbraccia il cinemascope e Jung ‘contamina’ la pubblicità- è il cuore stesso del Museo Internazionale Federico Fellini. Uno spazio urbano che non starà mai fermo. La riscrittura urbana nel nome della creatività. Luoghi indoor e outdoor, in cui la meraviglia verrà trasportata dalla tecnologia nella quotidianità".

Pochi giorni fa, si è provveduto all’assegnazione provvisoria del bando per la realizzazione del Museo Internazionale Federico Fellini. L’anno prossimo verranno avviati i cantieri per questo inconsueto polo museale ‘a tre gambe’ (castello, Fulgor, spazio outdoor) per completarne la realizzazione entro l’estate 2020. L’anno cioè in cui cadranno le celebrazioni per il centenario della nascita del geniale regista riminese. Per Gnassi si tratta di "un’operazione di hardware prima che di software. L’ambizione dichiarata, una volta completata la sua realizzazione, è di diventare punto di riferimento non solo per cinefili ma per tutto quello, ed è tanto, che ruota intorno al linguaggio universale della creatività. Dal Rinascimento ad Amarcord, dalla teoria dell’advertising a Bill Viola, da Fellini a Fellini".

I lavori per il Museo Internazionale partiranno l’anno prossimo. "Stiamo lavorando a un ‘anticipo’ delle celebrazioni del centenario, contando anche sul finanziamento di una legge speciale da parte dello Stato, considerando che Fellini è uno dei tre italiani ancora più conosciuti al mondo. Ci saranno eventi, iniziative, manifestazioni, spettacoli, mostre. Ma tutto sarà giustificato dal nuovo orizzonte di un polo museale diverso, fuori dagli schemi e per questo unico al mondo. Dovrà aprire le porte nella seconda metà del 2020. Così finalmente Federico tornerà a casa. Quella casa che deve essere Rimini intera, e non solo una casina sul porto”.