Romagna

Cosa si festeggia il 4 novembre e i luoghi delle celebrazioni

La vittoria della Prima Guerra Mondiale, poi "mutilata", avvenne cento anni fa. Domenica in tutte le città della Romagna si ricorderà quel giorno

Cosa si festeggia il 4 novembre e i luoghi delle celebrazioni
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03/novembre/2018 - h. 11.59

Il primo anniversario non venne nemmeno festeggiato. Si era in pieno biennio rosso e il governo Nitti decise di vietare la ricorrenza per evitare disordini. Gli arditi erano ancora delusi dalla "vittoria mutilata", dall'altra parte le difficili condizioni dell'Italia dopo la Prima guerra mondiale aveva fatto aumentare i consensi del socialismo ai massimi livelli, con il grande sciopero generale di luglio. Insomma, il 4 novembre 1919 le bandiere era meglio tenerle nel cassetto. Ad un anno dalla vittoria militare, in pratica l'unica dal Risorgimento in avanti, le cose in Italia non funzionavano granché bene. Da lì a tre anni, con la presa al potere di Mussolini, divenne invece una data simbolo. "Anniversario della Vittoria", veniva chiamato durante il Ventennio. Prima e dopo il 4 novembre è - più sobriamente - la "Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate". 

Ma cosa si festeggia, esattamente? In breve: la vittoria della prima guerra Mondiale, quando il comando austro ungarico firmò l'armistizio. La battaglia di Vittorio Veneto, sul Piave, era partita il 24 ottobre. Un anno esatto dopo la peggiore sconfitta subita: quella di Caporetto, sull'Isonzo. Da allora gli austriaci spingevano ma senza mai superare la linea del fiume (da qui la nota canzone militare). L'impero Austro Ungarico, pressato su vari fronti e sempre più in crisi, cedette dopo una decina di giorni di battaglia con l'Armistizio di Villa Giusti. In pratica, collassò. Nel 1918 la guerra era ormai vinta e la battaglia di Vittorio Veneto ne accelerò la fine. L'Italia la considera festa dell'unità nazionale perché con la Prima guerra mondiale la Penisola riuscì finalmente ad ottenere la sovranità sui suoi confini considerati naturali: le Alpi, vale a dire Trentino Alto Adige e Venezia Giulia che ancora mancavano all'appello. Nel Patto di Londra stipulato con gli alleati c'era però anche la parte nord orientale dell'Adriatico. In alcune città di queste zone, con un passato di forti relazioni con la Repubblica di Venezia, la maggioranza della popolazione era italica. A Versailles gli alleati concessero all'Italia l'Istria ma non la promessa Dalmazia anche in virtù di altri accordi segreti che erano stati presi con serbi e croati che sul finire del conflitto occuparono in fretta e furia la regione scontrandosi con l'esercito italiano.

Va anche detto che gli Stati Uniti, entrati in guerra a conflitto in corso e decisivi per la vittoria finale, non si sentivano vincolati ai patti segreti - aspramente criticati dal presidente Wilson - presi dalle potenze. Per questo la conferenza di Versailles fu una grande sconfitta politica per gli italiani che abbandonarono il tavolo delle trattative. Il poeta Gabriele D'Annunzio, che poi occupò Fiume in un'impresa leggendaria, coniò il termine di "vittoria mutilata". Il malcontento dei reduci venne incanalato anche nella fondazione dei nascenti Fasci da Combattimento che il predappiese Benito Mussolini fonderà a a Milano, il 23 marzo del 1919. 

Insomma, il 4 novembre è un nodo storico fondamentale per la nazione, in qualche modo decisivo. Fino al 1977 l'anniversario era festa nazionale, con un bel ponte da unire alle festività di Ognissanti e le celebrazioni dei defunti. Le contestazioni di cui fu oggetto, soprattutto a partire dal 1968, orientarono lo Stato ad eliminare la festività, celebrando le Forze Armate ma lasciando aperte scuole, fabbriche e uffici. Nei giorni scorsi Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha sostenuto che dovrebbe tornare ad essere festeggiata perché "meno divisiva" del 25 aprile.

 

In Romagna gli appuntamenti sono cominciati nei giorni scorsi ma domenica in tutte le piazze, con varie modalità, sarà celebrato il centenario. 

A Imola si parte alle 9 con il raduno in cattedrale poi corteo fino al Monumento ai Caduti (Giardino Stefanino Curti) con  cerimonia alle 10. Verrà inaugurato una mostra storico filatelica dedicata agli ex voto dipinti nella Salannunziata di via Fratelli Bandiera. Alle 16 concerto della Filamonica ad ingresso libero. 

A Forlì  il programma comincerà alle ore 9:00 al Sacrario ai Caduti di Forlì, corso Diaz angolo via Sant’Antonio Vecchio, dove si svolgerà una funzione religiosa. A seguire, alle ore 10:30, appuntamento in piazzale della Vittoria con la cerimonia ufficiale. Domenica 4 novembre, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, sarà aperta al pubblico la Caserma “De Gennaro” di viale Roma n.151, Forlì, sede del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”. Sempre nella giornata di domenica 4 novembre sarà aperto al pubblico, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, il Museo Storico “Dante Foschi”, in via Maroncelli n.3 presso la Casa del Mutilato. Per informazioni: 0543.32328; 

La Festa dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate saranno celebrate a Cesena con una cerimonia che si terrà nella mattina di domenica in piazza del Popolo. Qui, alle11.30, si riuniranno le autorità, le associazioni combattentistiche, la Compagnia d’Onore Interforze e  la Banda musicale, in attesa dell’ingresso dei Labari. Dopo gli onori ai Gonfaloni e al Prefetto di Forlì-Cesena Fulvio Rocco De Marinis, verrà letto il messaggio del Capo dello Stato. Quindi partirà il corteo che raggiungerà il Monumento ai Caduti, dove saranno deposte le corone d’alloro.

A Rimini inizieranno, domenica mattina alle 8,45, le celebrazioni della Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate.   Un momento commemorativo dopo il quale è previsto, alle ore 9,10,  il raduno delle autorità in piazza Cavour insieme alle Forze Armate, ai cittadini e a tutti i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'Arma. Dopo gli onori al Prefetto di Rimini con la rassegna dello schieramento in armi, seguirà la ceriminia dell'alzabandiera e la deposizione di una corona alla lapide dedicata ai caduti di tutte le guerre.   Dalla Piazza Cavour poi partirà verso le 9.45,  il corteo per la  deposizione delle corone ai monumenti in piazza Tre Martiri, nella Cappella Votiva all'interno del Tempio Malatestiano e in piazza Ferrari.   La S.Messa nella Chiesa di San Francesco Saverio (Suffragio), celebrata dal Cancelliere Vescovile Mons. Agostino Pasquini,  è  in programma per ore 10.30.

A Ravenna appuntamento  al Sacrario militare dei Caduti in via Baccarini, alle 9.45, con la messa e il corteo per piazza del Popolo dove dalle 11 ci sarà la cerimonia e poi l’ omaggio al monumento dei Caduti di viale Farini.