Ravenna

Centro commerciale viale Europa: ecco come sarà

Il progetto era già stato approvato ma una variante lo ha riportato al centro del dibattito. Il Pd: "Non si può fermare". Confesercenti: "Servono incentivi per i piccoli negozi"

Centro commerciale viale Europa: ecco come sarà

La planimetria del centro commerciale

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15/novembre/2018 - h. 16.40

RAVENNA - Sta facendo molto discutere a Ravenna l'okay alla variante di un nuovo centro commerciale che dovrebbe sorgere nei pressi del Pala De André, in viale Europa. Il via libera  è arrivato a maggioranza nella seduta di martedì pomeriggio. In discussione non era il progetto in sé, già approvato in passato dal consiglio comunale, ma la variante al Pua che prevede di destinare l'importo perequetivo previsto al rifacimento del ponte che collega Savio a Milano Marittima. La discussione però non si è concentrata sulla variante ma - come prevedibile - è stato il progetto nel suo complesso (qui la documentazione completa) a tornare al centro del dibattito politico.

Come sarà il centro commerciale in viale Europa 

Il progetto, presentato nel 2014, prevedeva la costruzione di un ampio spazio commerciale insieme ad un albergo di lusso di 9.000 metri quadri. Il parco commerciale prevede una medio grande struttura alimentare di 2.500 metri quadri e altre due, non alimentari, rispettivamente di 2.500 e 5.000 metri quadri.  La superficie utile complessiva commerciale è di 25.403 metri quadri. Se si aggiungono anche la palestra e l'albergo previsti nel progetto di comparto si arriva a 41.925 metri quadri. La superficie totale interessata è di poco meno di 180mila metri quadri. Nello studio di fattibilità economica, datato però 2014, si legge che l'apertura di un nuovo parco commerciale “determinerà presumibilmente un riequilibrio del mercato; quel riequilibrio indispensabile per garantire la pluralità distributiva richiesta dal moderno consumatore”.

Il dibattito 

Resta da capire se quell'analisi – vecchia ormai di cinque anni – sia o meno ancora valida in un contesto in cui anche la grande distribuzione sembra in difficoltà. Secondo l'opposizione l'apertura di questo centro commerciale è “un passo falso”, come sottolineato da Marco Maiolini (gruppo Misto) che ha fatto notare le difficoltà del commercio. Tutti i gruppi di opposizione, sia di sinistra sia di destra, non hanno votato la variante perché contrari all'insediamento. Il Pd, con Marco Turchetti, ha fatto notare che “Lo sviluppo dell’Area era già previsto dalla pianificazione 2003/2010 e il PUA già approvato da anni per cui, volendo, la proprietà dei terreni avrebbe già potuto da molto tempo dar corso alle opere di urbanizzazione. Dire che quell'intervento andava fermato oggi è assolutamente un non senso”. Che però qualcosa non andassse in quelle linee di sviluppo lo dice anche lo stesso Pd quando sottolinea il “ripensamento politico da parte della nuova amministrazione”. Come dire che il nuovo centro commerciale era stato voluto da chi c'era prima.

Confesercenti: "Politica coraggiosa sceglie, incentivi per i piccoli negozi"

Chi non può mancare al dibattito è Confesercenti che avversa da tempo “inascoltata” qualciasi progetto di urbanizzazione commerciali di grande strutture. “Se queste decisioni sbagliate e controproducenti hanno radici nelle passate consigliature e ammesso che non ci siano effettivamente gli strumenti normativi per impedirle (noi avevamo proposto una coraggiosa moratoria), certo la politica non può nascondersi dietro ad un dito: se questi interventi che impatteranno fortemente sul tessuto commerciale già provato non si possono bloccare, di sicuro è possibile pensare ad incentivi ed anche a forti compensazioni che permettano al commercio di vicinato di sostenersi e promozionarsi, prendendo ad esempio anche quanto fatto dai territori limitrofi. D’altronde anche il nostro turismo e la nostra Città d’Arte si alimenta con la qualità e l’eccellenza del nostro Centro Storico, non certo con le cinture di grandi centri commerciali che tutt’al più contribuiscono ad impoverire le botteghe non solo cittadine, ma anche dei centri del forese. Su questo è necessario aprire una discussione, non solo sulla pratica e sull’opportunità, ma anche strategica su dove siamo finiti e dove vogliamo arrivare. Questo è il compito della politica: non ratificare ma immaginare, programmare, prevedere.