Forlì

"Aiutatemi, mia figlia è malata": arrestato specialista delle truffe porta a porta

L'uomo riusciva anche a raccogliere importanti donazioni a favore di una bimba di due anni, inesistente. Si tratta di un serbo che era stato espulso con accompagnamento alla frontiera ma che è rientrato nonostante il divieto di ritorno

"Aiutatemi, mia figlia è malata": arrestato specialista delle truffe porta a porta
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16/novembre/2018 - h. 16.45

FORLì - La polizia ha arrestato quello che è considerato un pericoloso truffatore porta a porta. Si tratta di un cittadino serbo, arrrestato in quanto responsabile di violazione alla normativa che disciplina l’immigrazione, ed in particolare del divieto di reingresso per sette anni sul territorio nazionale, emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Cremona nel 2017, quando venne accompagnato alla frontiera cone spulsione diretta. 

 

L’uomo è stato inoltre denunciato per truffa, accertato nelle circostanze che hanno determinato il suo rintraccio in città. Infatti, la sua cattura è stata possibile grazie alla segnalazione di alcuni cittadini al riguardo di un individuo sospetto che stava svolgendo una raccolta fondi porta a porta, cercando di impietosire i suoi interlocutori mostrando documenti relativi a necessità economiche finalizzate a sottoporre una (inesistente) figlia di due anni ad un trapianto di cornea, ottenendo così fraudolentemente somme di denaro che vanno dalle poche decine di euro ma anche donazioni più consistenti. 

 

Quando gli agenti lo hanno localizzato aveva appena ottenuto una modesta somma da una signora del quartiere Ossi. Alla richiesta di esibire i documenti ha mostrato un passaporto serbo il cui nominativo non faceva emergere alcuna pendenza penale, ma neppure la regolarità della sua condizione di straniero sul territorio nazionale. Aveva con sé anche alcuni fogli, con scritte in Italiano, il cui contenuto doveva impietosire le persone, e sui quali l’individuo chiedeva ai benefattori di inserire di proprio pugno il nome, la data e la firma, e nel caso di esercizi pubblici anche il timbro sociale, così da aumentare la sua credibilità e accrescere lo spirito caritatevole altrui. 

 

I poliziotti, insospettiti, lo hanno accompagnato in Questura e messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione, che ha invece scoperto che il soggetto era conosciuto in Italia con 11 nomi falsi. La violazione del divieto di reingresso ha comportato l’arresto in flagranza. Il giudice ha convalidato l’arresto e, accolta la richiesta di termini a difesa presentata dall’avvocato difensore, ha sottoposto

 

Attraverso la disamina dei suoi 11 falsi nomi e la lista dei benefattori, è emerso che questa condotta era ormai una consolidata modalità posta in essere da parecchio tempo da questo individuo, in svariate parti del territorio nazionale, rendendolo così un “seriale” della truffa. Inoltre, non si esclude che questo modo plateale di avvicinare le vittime non nascondesse anche una modalità per verificare la presenza o meno di persone all’interno delle abitazioni, con la possibile intenzione di agevolare eventuali complici nella commissione di altri reati contro il patrimoni