Riccione

Inaugurato il nuovo Parco degli Olivetani, polmone verde della città

E' il nuovo cuore di Riccione: il parco degli Olivetani, inaugurato sabato 17 noembre, si estende su di una superficie complessiva di 3,5 ettari

inaugurazione parco degli Olivetani

La sindaca Renata Tosi al parco (foto Casalboni)

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17/novembre/2018 - h. 19.03

RICCIONE - Oltre 2.160 piantumazioni, un'area giochi di 800 metri quadri e una dedicata all sgambamento cani di 850 metri quadri. E' il nuovo cuore di Riccione: il parco degli Olivetani, inaugurato sabato 17 noembre, si estende su di una superficie complessiva di 3,5 ettari,  è compresa tra il fiume Rio Melo, viale Einaudi, il vecchio cimitero, l’area della ex Fornace  e la antica via Flaminia. Nel sito come testimonia il catasto Calindri, redatto tra la fine del XVIII e gli inizi del secolo XIX, non erano presenti costruzioni se non il convento dei frati Olivetani. Il progetto è  consistito in interventi finalizzati a preservare le caratteristiche  morfologiche dell’alveo per consentire di funzionare come corridoio ecologico e per la rinaturalizzazione della scarpata di viale Einaudi.

La posizione strategica rispetto alla viabilità cittadina, la funzionalità e la classificazione come area Pan ( Area di Protezione Ambientale e Naturalistica) dal PTCP con necessità di riqualifica sono stati gli elementi che dal punto di vista progettuale hanno inciso sulla elaborazione di una proposta che andasse verso un riutilizzo intelligente della intera area.

Gli interventi di riqualificazione per la zona sono partiti dal rimodellamento del terreno per mantenere la capacità di invaso dell’area e svolgere così la sua naturale funzione di raccolta e laminazione delle acque di esondazione. La zona è separata da una scarpata, che costeggia viale Einaudi, realizzata con movimentazione di terreno ricavato dalle operazioni di livellamento ed escavazione dove sono stati piantumati oltre 2000, tra piante di alto fusto e arbusti di diverse specie (Cornus sanguinea, Viburnum opulus, Cornus mas, Corilus avellana, Arbutus unedo, Prunus spinosa, Salix viminalis) per creare uno schermo visivo e uditivo rispetto alla strada.

La schermatura è stata creata grazie all’azione congiunta della scarpata e della vegetazione, con la piantumazione di 140 esemplari di Pinus pinea (Pino domestico). In questo modo si è raggiunto un duplice obiettivo: creare un portale di ingresso verde che introduca gli automobilisti provenienti dalla statale e dall’autostrada alla città di Riccione ed eliminare rumori e visibilità delle auto ai fruitori del parco.  Nello spazio antistante l’anfiteatro è stata creata una quinta scenografica naturale alla platea adibita agli spettacoli con la piantumazione di 25 Cipressi disposti a triangolo.

Sono inoltre stati realizzati percorsi pedonali in pietrisco frantumato fatti coincidere con sistemi drenanti così da garantirne la fruibilità e allo stesso tempo la rinaturalizzazione. In questo caso occorre sottolineare che la prima tranche dei lavori è stata la più lunga e significativa in quanto si è messo mano all’ossatura del futuro parco con un sistema di sottoservizi che servisse i nuovi impianti drenanti, di irrigazione strutturale e di illuminazione. Si tratta di un’area fluviale che deve garantire la massima sicurezza . 

E’ stato così necessario movimentare il terreno e dare un assetto che garantisse una fruizione maggiore rispetto all’area verde precedente. Con questi interventi l’acqua verrà assorbita e smaltita velocemente dal sottosuolo. 

Il Parco degli Olivetani rientra all’interno di un progetto che riguarda la realizzazione di un percorso culturale- storico- ambientale percorribile attraverso la pista ciclopedonale esistente che, dal porto canale arriva fino al Parco della Resistenza costeggiando il fiume, punti di rilevanza storica-culturale (area ex fornace, cimitero) e il ponte di epoca romana in muratura posto al di sotto del cavalcavia della Statale Adriatica. 

Il progetto ripensa radicalmente il parco che diventa uno spazio restituito alla natura con dune erbose sulle quali stendersi e rilassarsi. La vegetazione è disposta intorno al parco in modo da ricreare uno spazio protetto difeso dal fronte stradale e orientato verso la riscoperta del fiume e della sua vegetazione.

"Con questa inaugurazione Riccione - dice la sindaca Renata Tosi - vive un momento speciale per più motivi. Riconosciamo l’antichità di questo luogo, con un riferimento storico all’ ordine religioso dei monaci Olivetani, che nei secoli ebbero dimora in questa fascia di terra, come testimonia il Piano Regolatore Comunale. In secondo luogo delineiamo un primo importante tassello nel percorso archeologico all’aperto che, con il nuovo parco, dal ponte romano al nuovo museo del territorio sarà un unico grande disegno. E il polmone verde inaugurato oggi va in questa direzione : l’attenzione per l’ambiente e per il verde coniugato alla nostre radici.  Da qui la scelta di riportare a nuova luce una zona della città che ha richiesto interventi decisivi con grandi piantumazioni e soprattutto l’intento di creare uno spazio a disposizione dei riccionesi e dei turisti. Uno spazio che, è bene rimarcare, abbiano scelto di convertire in un grande parco. Per mitigare il massiccio impatto del Trc sul territorio di Riccione, il Comune ha ricevuto un contributo economico per nuove piantumazioni in quest’area. Ebbene noi abbiamo scelto di dirottare quel contributo per strade e marciapiedi a ridosso del tracciato e abbiamo aumentato l’investimento finanziario per realizzare quest’opera. Con una scelta politica precisa abbiamo spinto per creare nuovo verde e nuovi spazi. Questo sarà un ulteriore luogo di aggregazione e di comunità che potrà migliorare la qualità di vita di tutti noi, anche attraverso un particolare rispetto riservato al patrimonio verde che abbiamo inaugurato”.

"Con questo polmone verde - aggiunge la sindaca Lea Ermeti - che si apre alla città piantiamo un seme per il futuro dei nostri figli, perché questo sarà un luogo da vivere per far crescere i bambini. Un luogo che, con l’alternarsi delle stagioni regalerà colori e profumi diversi, un luogo dove ricaricare le batterie con i propri cari. Non solo giochi, anche inclusivi, perché i bambini è bene stiano assieme e socializzare, ma anche uno sgambatoio per gli amanti dei quattro zampe. Dalla cura del verde all’edilizia scolastica lavoriamo per creare gli ambienti ideali dove far crescere i nostri cari e, allo stesso tempo, favorire l’incontro tra generazioni diverse, dai genitori ai nonni. L’augurio è che si giochi come una grande squadra affiatata, non a parole ma nei fatti. Rispettiamo il parco come fosse la nostra casa dalle porte aperte con bellissime immagini riflesse provenienti della natura".