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Reddito di solidarietà regionale: in Romagna 2.912 beneficiari

Circa la metà delle domande viene respinta. Il maggior numero di richiedenti a Ravenna, Imola tra i territori con l'incidenza minore di famiglie che ne sono destinatarie: 2,7 ogni mille

Reddito di solidarietà regionale: in Romagna 2.912 beneficiari

La conferenza stampa di Bonaccini e Gualmini

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21/novembre/2018 - h. 14.38

Sono 2.912 le famiglie romagnole che percepiscono il reddito di solidarietà regionale. È quanto scrive la Regione in una nota in cui si fa un bilancio del progetto, lanciato nel novembre del 2006. Nel dettaglio, i destinatari del sussidio sono 1.006 a Ravenna, 919 a Rimini, 829 a Forlì-Cesena, 168 a Imola In tutta la regione  I nuclei familiari già ammessi al contributo sono 10.546 (su un numero complessivo di nuclei residenti che in Emilia-Romagna arriva a 1.997.372), dei quali 6.342 ricevono la prima misura regionale (domande antecedenti alle nuove norme e all’integrazione col Rei) e 4.204 usufruiscono del contributo unitario Res + Rei. Le domande respinte sono state 10.281, per mancanza dei requisiti. Altre tredicimila sono in valutazione. Finora è stato quindi respinto poco meno del 50 per cento delle domande.

Nel dettaglio delle province, la situazione è questa.

A Ravenna sono state presentate 3.799 domande. Ne sono state finora accolte, appunto, 1.005 e respinte 1.701. Tra quelle accolte ce ne sono 535 provenienti dal comune capoluogo, 266 dal Faentino e 205 dal lughese. Hanno fatto richiesta in totale il 21,3 per mille delle famiglie residenti. Il reddito viene erogato al 5,6 per mille delle famiglie. 

A Rimini le domande sono state 2.704: 919 quelle accolte finora, 781 le respinte. Tra quelle accolte, 655 sono i nuclei familiari residenti nel Riminese e 264 nel Riccionese. Ha fatto richiesta il 18,7 per mille delle famiglie residenti, con il reddito erogato al 6,3 per mille.

A Forlì-Cesena, come detto le accolte sono state 829. Le respinte sono invece 781, ancora in attesa in 668 per un totale di 2.278. Sono 457 i nuclei residenti nel comprensorio di Forlì beneficiari del reddito; 241 a Cesena e Valle del Savio e 131 nel Rubicone. Il reddito viene erogato al 4,9 per mille delle famiglie, ne ha fatto richiesta il 13,4 per miille.

A Imola, le domande sono state 407: 158 accolte, 166 respinte e 83 ancora in attesa. Ne ha fatto richiesta il 6,9 per mille. Il reddito viene erogato al 2,7 per mille. E' uno dei dati più bassi nell'intera regione.

Tra i destinatari, c’è chi da anni ha perso il lavoro e non riesce a ritrovarlo perché troppo avanti con l’età,donne costrette a licenziarsi per accudire i propri figli e che faticano a rientrare nel mondo del lavoro; chi, pur lavorando, non riesce a mantenere la propria famiglia e chi, ancora, ha alle spalle un passato di emarginazione dal quale vorrebbe emergere. Sono alcune delle storie più comuni tra le persone che versano in condizione di povertà accertata e hanno diritto al Reddito di solidarietà.

I nuclei che usufruiscono del Res sono composti da una sola persona nel 41,3% dei casi; oltre Il 60% di coloro che fanno richiesta ha più di 45 anni, e di questi più del 53% ne ha dai 56 in su. I beneficiari del Res sono in gran parte italiani (70%). A fare domanda per ricevere il contributo previsto dalla misura regionale sono donne nel 56% dei casi e uomini nel 44%.  Inoltre, per oltre duemila beneficiari del Res (2.304) sono state attivate, in collaborazione con i Servizi territoriali per il Lavoro, misure di inclusione socio-lavorativa (orientamento, formazione, tirocini) previste e finanziate dalla Legge regionale 14 del 2015 che mira all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità. 

Da settembre 2017 al 15 novembre 2018 le domande inoltrate dai cittadini ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza per ricevere il Reddito di solidarietà sono state complessivamente 33.863; di queste richieste, oltre 13.000 sono al vaglio dell’Inps per una verifica dei requisiti necessari, così come prevede l’iter di assegnazione del contributo.

La vice presidente della Regione Elisabetta Gualmini, che oggi ha presentato i dati insieme al presidente Stefano Bonaccini, ha spiegato che non si tratta di una "semplice misura assistenzialistica- chiude la vicepresidente- ma l’impegno in un progetto per riconquistare, passo dopo passo, la propria autonomia. Un risultato di cui siamo assolutamente soddisfatti anche per quanto riguarda il futuro, prevediamo infatti che entro fine mandato i nuclei familiari a beneficiare della misura arriveranno a 22 mila”.