Forlì

Bus, aumento del biglietto nei comuni montani causato dalla soppressione del fondo regionale

Lo hanno spigato l'agenzia per la mobilità e Start Romagna. Critici verso il criterio adottato tutti i partiti, dal Pd alla Lega Nord

Bus, aumento del biglietto nei comuni montani causato dalla soppressione del fondo regionale
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22/novembre/2018 - h. 19.20

BOLOGNA - Amr, l'Agenzia per la mobilità romagnola, e Start Romagna sono stati ascoltati in commissione Territorio, ambiente, mobilità, presieduta da Manuela Rontini. Tema dell'audizione, i criteri di riparto degli oneri per i sevizi di trasporto pubblico locale nei bacini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Più in specifico, Lia Montalti (Pd) e Massimiliano Pompignoli (Lega) avevano chiesto chiarimenti sull'incremento delle tariffe del biglietto degli autobus nei territori montani di Forlì. Un incremento notevole, giustificato, però, dai costi più gravosi che l'Agenzia unica, nata nel 2017, ha dovuto sostenere per cause esterne. Fra queste, anche la soppressione del fondo regionale di 525mila euro per i servizi minimi di trasporto. Lo spiega Mauro Agostinipresidente di Amr, chiarendo che "lo Statuto stabilisce che ogni bacino dell'Agenzia (che ha comunque un bilancio unico derivante dalla somma dei tre bilanci) può scegliere la propria modalità di ripartizione di contributi". Forlì avrebbe scelto come criterio quello che si basa sulla popolazione dei Comuni. A Comuni più lontani, vengono dunque applicate tariffe più alte.

In commissione interviene anche Marco Benati, di Start Romagna, che si occupa della gestione del servizio da 6 anni, per chiarire il tema sollevato dal Movimento 5 stelle dell'accessibilità dei servizi alle persone con disabilità. Benati spiega che sono stati introdotti negli ultimi anni oltre 120 mezzi nuovi, tutti con pedana (manuale o automatica) e ora il 93 per cento dei bus extraurbani e il 70 per cento di quelli urbani ne è dotato. "Ci stiamo riorganizzando anche per le pensiline alle fermate", dice, "e si sta facendo anche un lavoro sulla formazione degli autisti. Soprattutto nel campo delle nuove tecnologie- continua- ci stiamo attrezzando". Fra poco tutti i mezzi saranno dotati di segnale acustico e le linee sono già accessibili grazie ad applicazioni web. "L'azienda non è ricca ma è sana", aggiunge, "e sta crescendo".

Sul tema delle tariffe interviene Massimiliano Pompignoli (Lega Nord): "Perché Forlì ha scelto di applicare questi criteri?" chiede, aggiungendo "se sia possibile intervenire ancora a livello regionale" per sostenere questi costi. Altra richiesta del consigliere è capire come risolvere il problema e quale sarà la direzione di Amr nel 2019 con la sua partecipazione al bando per il trasporto pubblico locale in scadenza a fine anno. Il leghista è anche scettico riguardo all'unificazione del trasporto in un'unica agenzia romagnola. "Non è detto che accorpando si razionalizzino i costi, spesso a risentirne è proprio la qualità del servizio che si offre ai cittadini" spiega. E aggiunge: "La Romagna spesso diventa cavia di questi esperimenti". Pompignoli si riferisce anche al fatto che la sede unica di Amr sarà Cesena. "Anche questo servirà a razionalizzare i costi? E avete pensato ai problemi per gli operatori che vivono nei presidi territoriali di Forlì, Ravenna e Rimini? Rimarranno scoperti?" chiede.

Interviene anche Andrea Bertani (Movimento 5 stelle), critico sempre sui criteri di ripartizione. "Come è possibile che ci sia stato un aumento così notevole in così breve tempo per i soli comuni montani mentre per gli altri comuni ci sono state riduzioni?" è la sua perplessità. Il consigliere chiede anche come funzioni la governance all'interno dell'Agenzia e se i Comuni montani, più piccoli, siano rappresentati equamente o se, al contrario, vengano applicati criteri diversi. Il consigliere interviene anche sul tema della disabilità, chiedendo dati e segnalando il fatto che "spesso la pedana manuale è ancora un problema". Anche la presenza di pensiline è tuttora una criticità: il pentastellato riporta l'esempio della fermata dell'ospedale di Cesena, ancora non attrezzata per i disabili.

"C'è stata grande attenzione sul tema disabilità" interviene Mirco Bagnari (Partito democratico). E sulla questione dei criteri di ripartizione degli oneri, chiede se sia possibile ripristinare un fondo regionale con altre risorse. Secondo il consigliere sarebbe utile promuovere maggiormente l'utilizzo dei mezzi pubblici, avviando una campagna come quella fatta per il ferro, perché ancora il loro uso viene sottovalutato dal pubblico. E sulle sperimentazioni in Romagna aggiunge: "se le scelte di unificare partono da qui è perché siamo un territorio unito da tradizioni comuni e vocato a raccogliere le sfide".

Critico sulle tariffe applicate dal Comune di Forlì anche Paolo Zoffoli (Pd), secondo il quale sarebbe comunque necessario cercare di affrontare per tempo i problemi anche se, ammette, la Romagna ha fatto grandi trasformazioni che richiedono un monitoraggio attento.

In risposta alle domande dei consiglieri, il presidente di Amr sottolinea innanzitutto le evidenti criticità che l'Agenzia, nata da poco, ha dovuto affrontare nell'amministrare tre province diverse. Tuttavia, chiarisce, "il bilancio di Amr del 2018 si profila positivo e questo determinerà nel 2019 maggiori benefici e la possibilità di rivedere la modalità di ripartizione dei contributi".  Ora l'obiettivo dell'Agenzia è quello di organizzare la gara per il trasporto pubblico locale in Romagna - in scadenza a fine anno - che consentirà "un respiro di 10 anni". Per quanto riguarda la sede unica a Cesena, è stata calcolata una media di massimo 18 chilometri in più di percorrenza per quegli operatori professionali che dovranno in alcuni giorni recarsi ai presidi territoriali diversi dalla sede. E sembra prevista anche un'indennità di trasferta.