Bologna

L'assessore regionale alla Sanità radiato dall'Ordine dei medici. Lega all'attacco: "Si dimetta"

La causa è una delibera di due anni fa sulle competenze di infermieri e camici bianchi. "Decisione inconcepibile, farò ricorso"

L'assessore regionale alla Sanità radiato dall'Ordine dei medici. Lega all'attacco: "Si dimetta"
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01/dicembre/2018 - h. 11.41

L'Ordine dei medici di Bologna ha radiato l'assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi. La decisione, riporta l'edizione bolognese del Resto del Carlino, è stata presa nella tarda serata di ieri. "È una decisione inconcepibile - ha commentato Venturi, presente davanti alla commissione - non tanto per me, ma perché manca di rispetto alla Giunta dell'Emilia-Romagna, istituzione che rappresento e di cui, di fatto, viene bocciata in maniera politica una delibera". L'assessore preannuncia che farà appello contro la decisione del consiglio dell'Ordine.

È stato lo stesso Venturi, a metà ottobre, ad annunciare di essere oggetto di un procedimento disciplinare per una delibera di due anni fa sulle competenze di infermieri e medici sulle ambulanze che consentiva la presenza a bordo dei soli infermieri specializzati, senza i medici. 

Il commento della Lega 

“Più di una volta abbiamo messo in guardia la Giunta regionale circa l'inopportunità di uno scontro tra Istituzioni e medici, così come è da sempre risultato inopportuno creare una contrapposizione così dura tra medici e infermieri, che per il bene del Servizio sanitario regionale avrebbero dovuto, invece, lavorare serenamente in sinergia. L'incapacità di dialogare della Giunta Regionale invece non ha fatto altro che esasperare il dibattito ed oggi ne raccogliamo i frutti con questo epilogo paradossale”.

Così il capogruppo della Lega in viale Aldo Moro, Alan Fabbri,commenta il “siluramento” di Venturi da parte del suo ex ordine professionale.

“Quello della gestione delle emergenze è un tema particolarmente delicato che rischiava di esplodere già da tempo, ma che tutti hanno ignorato fino ad oggi. Basti pensare alle tante lacune nel settore che spesso hanno portato allo scontro tra medici e infermieri, vittime di un sistema confusionario, dove i mezzi e gli operatori sanitari scarseggiano non garantendo in molti casi gli standard dettati dalle normative” aggiungono i consiglieri Daniele Marchetti, Gabriele Delmonte, Fabio Rainieri, Stefano Bargi, Matteo Rancan, Andrea Liverani, Marco Pettazzoni, Massimiliano Pompignoli.

“E’ proprio cercando di mettere delle pezze tramite protocolli non sempre condivisi dalle categorie professionali coinvolte, che si creano queste lotte intestine, che non fanno bene al Servizio Sanitario Regionale e di conseguenza a tutti i cittadini. Per di più, la radiazione di Venturi assume anche un secondo significato: rappresenta infatti l'ennesimo fallimento di questa Giunta Regionale, incapace di confrontarsi con chiunque, in primis con il mondo della sanità. Vien da sé che, sotto il profilo dell'opportunità politica e per il buon nome della Regione Emilia-Romagna, ora l'assessore Venturi deve fare un passo indietro e dimettersi” attaccano i consiglieri del Carroccio.

“Ma attenzione – concludono i leghisti – le ragioni che hanno portato alla radiazione di Venturi sono soltanto la punta di un iceberg e, come Lega, siamo intenzionati a portare in superficie tutte le problematiche che affliggono questo settore, perché in ballo c’è la salute dei cittadini”.

La difesa di Bonaccini

Una decisione molto grave e inaudita”, con la quale “un Ordine professionale giudica le scelte di un organo politico come la Giunta regionale”. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, esprime piena solidarietà all’assessore. “Innanzitutto- afferma Bonaccini- voglio dire che Sergio Venturi è, oltre che una brava persona, un ottimo assessore e lo ringrazio per essersi messo al servizio di questa Regione. Per questa ragione deve proseguire nell'importante lavoro che sta facendo”.  

Dopodiché, il presidente della Regione si sofferma su tre questioni: “La radiazione è avvenuta da parte dell’Ordine per una violazione al proprio codice deontologico o per comportamenti e scelte come medico di Venturi? No, lo ha fatto processando il suo operato da assessore, per essersi permesso di proporre l’adozione di una delibera amministrativa che poi la Giunta, organo politico collegiale, ha adottato. Si tratta di un provvedimento molto grave, inaudito, a quanto consta senza precedenti nel suo genere, che indirizzandosi formalmente contro una singola persona colpisce in realtà in modo strumentale l’autonomia delle scelte di un organo politico-amministrativo”.

In secondo luogo, “l'operato di un assessore e di una Giunta, in democrazia, è sottoposto al giudizio dei cittadini (o eventualmente della Magistratura, se si registrano illeciti o irregolarità, ma il caso non ha nulla a che fare con questo), non di un Ordine professionale, a cui non compete certo il sindacato sulle scelte di un organo politico. Ho rispetto per tutti gli Ordini e per la loro autonomia ma ne pretendo altrettanta per l'istituzione che pro-tempore governo”.

Inoltre, “sono personalmente convinto che l'assessore Venturi vedrà riconosciute le proprie ragioni in relazione ad una decisione priva, a mio avviso, di qualsiasi basilare fondamento giuridico e potrà quindi ottenere giustizia nelle sedi proprie”. Come “presidente e come Giunta dell'Emilia-Romagna tuteleremo nel contempo, in tutte le sedi e in tutte le forme necessarie, la nostra autonomia e la nostra immagine, insieme a quella del Servizio sanitario regionale. La sanità dell'Emilia-Romagna non si lascia processare da chi, peraltro, nonostante guidi l'Ordine dei medici di Bologna, ha più volte espresso dubbi sull'obbligo vaccinale e sulla nostra legge regionale che ha aperto la strada a livello nazionale”.

“Nella giornata di oggi- conclude Bonaccini- l'assessore Venturi ha firmato a Palazzo Chigi, a nome di tutte le Regioni italiane, un accordo sulla parte sanitaria della legge di Bilancio all'esame del Parlamento. A dimostrazione della stima di cui gode presso tutti i suoi colleghi in Italia e del prestigio che la Regione Emilia-Romagna ha quando si discute di Sanità".