Sanità

L'Ausl Romagna e quella di Imola sostengono l'assessore Venturi

Dopo la radiazione dall'Ordine dei medici arriva la solidarietà delle aziende santitarie: "Non ci sono evidenze di vantaggi sanitari derivanti dall’impiego di personale medico nelle emergenze territoriali"

L'Ausl Romagna e quella di Imola sostengono l'assessore Venturi
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03/dicembre/2018 - h. 15.39

BOLOGNA - Arriva la solidarietà delle aziende sanitarie verso l'assessore regionale Sergio Venturi, radiato dell'Ordine dei medici per via di una delibera regionale. L'Ausl Romagna e quella di Imola, oltre all'Irccs di Meldola, firmano insieme alle altre aziende della regione un comunicato in cui si sostiene l'operato dell'assessore. In particolare si entra nel merito: la radiazione deriva da una delibera in cui si ufficializza la possibilità del personale infermieristico di agire in emergenza senza l'ausilio dei medici. Di fatto Venturi ha certificato un tipo di organizzazione già esistente in Romagna, dove a bordo delle ambulanze si trova l'infermiere con l'autista soccorritore e solo nei casi più gravi viene fatta intervenire l'automedica di supporto. 

"In tutto il mondo civile - scrivono le Ausl -  il soccorso sanitario d’emergenza è largamente svolto da personale non sanitario con addestramento sanitario d’emergenza. Non occorrono titoli accademici per saperlo. Basta andare nei civili paesi d’Europa per rendersene conto. In letteratura scientifica non risultano evidenze di vantaggi sanitari derivanti dall’impiego di personale medico nelle emergenze territoriali".

 

Anche in Italia "i diffusi defibrillatori automatici sono adoperati da personale laico che svolge mansioni del tutto diverse da quelle sanitaria in prossimità del defibrillatore. Questa pratica ha salvato molte vite nonostante dobbiamo forse solo alla disattenzione dell’ordine di Bologna la mancata richiesta di abolizione per violazione della sacralità dell’atto medico. Un assessore (in quanto assessore, non in quanto medico) firma e propone alla giunta una regolamentazione del servizio di emergenza che applica alcune delle evidenze di letteratura. Alcune, perché il servizio sanitario regionale, e anche quello italiano, è basato solo su personale sanitario, e in Emilia-Romagna la disponibilità di medici nel soccorso territoriale è maggiore che in Veneto e in Lombardia, dove evidentemente è possibile far funzionare un efficiente sistema di soccorso territoriale, con il contributo differenziato e complementare di medici e infermieri, senza incorrere in violazioni della deontologia medica".

 

Il provvedimento di radiazione "evidentemente non colpisce l’atto amministrativo incriminato, ma le intenzioni di Sergio Venturi nel proporlo, poiché egli è medico, e un medico non può pensare in modo difforme dall’Ordine di Bologna. In quanto tale un atto che avverte gli iscritti: in qualsiasi posizione voi siate dovete affermare ciò che ritengono i dirigenti dell’ordine. Sennò non si può essere medici.Per questo la solidarietà a Sergio Venturi non può riguardare solo il personale sanitario. È anche una più generale esigenza di libera vita civile".