Guardia di Finanza

Maxi frode fiscale da 108 milioni tra la Romagna e l'estero

Scoperto giro di false fatture per evadere l'Iva. Sono 56 le imprese coinvolte. Alla centro del vortice cinque aziende romagnole con sede a Rimini, Forlì e Ravenna

Maxi frode fiscale da 108 milioni tra la Romagna e l'estero
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11/dicembre/2018 - h. 16.52

RIMINI - Maxi frode fiscale internazionale smascherata dalla Guardia di Finanza di Rimini: accertate fatture false per oltre 108 milioni di euro. Un sistema che coinvolgeva 101 soggetti, tra persone e ditte, in 14 Paesi Ue ed extra Ue. 

I numeri dell'inchiesta L'operazione "Galateo", dopo complesse indagini e accertamenti di polizia economico-finanziaria, è culminata questa mattina con l'esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip presso il Tribunale di Rimini nei confronti dei principali responsabili, colpiti da sequestro preventivo "per equivalente" di beni e disponibilità finanziarie fino all'ammontare di oltre 13 milioni di euro. In tutto sono 45 le persone coinvolte, di cui 5 interessate dal provvedimento di sequestro, mentre le ditte e le società coinvolte sono 56, di cui ben 38 in Italia e 18 con sede all'estero. Ma le imprese beneficiare in maggior parte sono Romagnole, con sede a Rimini, Forlì e Ravenna. Secondo le Fiamme Gialle hanno prodotto un'evasione Iva di oltre 13 milioni utilizzando nella loro contabilità fatture false per un imponibilie di 62 milioni.  Nelle tre province romagnole e in quella di Brindisi sono stati eseguiti in sequestri, oltre che all'estero tramite rogatoria internazionale.

Le indagini Il settore interessato è quello degli apparato elettronici e degli elettrodomestici.D opo laboriosi e capillari riscontri, durati circa due anni con verifiche fiscali, accertamenti bancari, intercettazioni telefoniche, interrogatori e perquisizioni in diverse regioni e, tramite rogatoria internazionale, in paesi esteri, i finanzieri del Nucleo di Polizia economico - finanziaria di Rimini coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, nella persona del pm Paolo Gengarelli, hanno scoperto una rilevante frode fiscale , posta in essere attraverso un articolato meccanismo di interposizione negli acquisti e cessioni della merce attuato dagli autori della truffa coinvolgendovi ben 56 diversi soggetti Iva operanti dichiaratamente nel settore del commercio di apparati elettronici ed elettrodomestici, pervenendo all’accertamento dell’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e false dichiarazioni d’intento E' la cosiddetta truffa "carosello". Il meccanismo approfittava del particolare regime contabile fiscale delle operazioni di cessione e acquisto di beni da e verso l’estero, con un "vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti, quantificate in oltre 108 milioni di euro, a fronte delle quali è stata realizzata un’evasione dell’Iva per oltre 18 milioni di euro".

Come funzionava Il meccanismo fraudolento, per effetto dell’IVA non versata a monte, ha consentito ad un’ampia platea di imprese nazionali, destinatarie finali, di effettuare acquisti a valori sensibilmente inferiori a quelli di mercato sviluppando così una politicacommerciale a prezzi lesivi della leale concorrenza di mercato, nonché di realizzare ingentissimi profitti a discapito dell’erario.

Nei confronti  delle cinque società romagnole e dei loro  amministratori pro-tempore (due residenti a Rimini, due a Forlì e uno a Cervia), il gip presso il Tribunale di Rimini, condividendo con l’impianto accusatorio e recependo in toto le richieste della Procura della Repubblica, ha emesso un provvedimento di sequestro di beni e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza dell’imposta evasa, profitto di reato.