Cesena

De André canta De André: il 2 marzo le canzoni di Faber al Carisport

Il figlio Cristiano porta in tour "Storia di un impiegato" e altri capolavori del padre. Prevendite aperte

De André canta De André: il 2 marzo le canzoni di Faber al Carisport

Cristiano De André (foto di Riccardo Medana)

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12/dicembre/2018 - h. 18.51

CESENA - "Storia di un impiegato" cantato da Cristiano De André arriva a Cesena il 2 marzo. Uno dei modi per riascoltare dal vivo le canzoni del grande cantautore genovese è quello di riviverlo attraverso la voce del figlio che, negli ultimi anni di vita di Fabrizio, accompagnava il padre in tour. Cristiano De André porta in tour il concerto con cui Faber nel 1973 volle raccontare il '68: un concept album che racconta la storia, appunto, di un colletto bianco che vede studenti e operai scendere in piazza e decide di unirsi a suo modo alla lotta. Ci sono tracce indimenticabili come "verranno a chiederti del nostro amore", "il bombarolo", "la canzone del maggio", "nella mia ora di libertà". Tracce che raccontano il modo di vedere quelle lotte di De André, mai banale. Le prevedite per il concerto, che sarà al Carisport, sono aperte da oggi, mercoledì 12 dicembre.

Lo storico disco, arrangiato come una vera e propria opera rock, sarà affiancato da altri celebri brani di repertorio come “Fiume Sand Creek” e “Don Raffaè”, che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, e altre perle, come “Il pescatore”, contenute nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017). La regia dello spettacolo, curata da Roberta Lena, sarà piena di soprese, dai visual, alle luci. 

Racconta Cristiano De André «Dopo che avevo arrangiato l’ultimo concerto del 1998, Fabrizio mi chiese di portare avanti il suo messaggio e la sua memoria. Mi è parsa una bella cosa proseguire il suo lavoro caratterizzando l’eredità artistica con nuovi arrangiamenti, che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Con questo tour voglio risvegliare le coscienze, mio padre diceva che noi cantanti portiamo un messaggio e in questo non posso che appoggiarlo»